70 anni dopo il lavoro non è ancora un diritto effettivo per tutti

La mancata consapevolezza può dipendere da incapacità e inadeguatezza a governare, oppure da dolose e criminali omissioni. In entrambi i casi i nostri governanti hanno clamorosamente fallito. Bisogna impegnarsi, tutti assieme, per sostituirli. Non sarà facile, ma vanno trovati i modi per farlo.

70 anni dopo il lavoro non è ancora un diritto effettivo per tutti

La centralità del diritto al lavoro è confermata dal fatto che la nostra Costituzione lo cita due volte nei primi 12 articoli che contengono i principi fondamentali della Repubblica.
Art.1: "L' Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro".
Art.4: "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto".

Sono passati oltre 70 anni ma il lavoro non è ancora un diritto effettivo per tutti. Vengono spontanee alcune domande, rivolte ai vari governi che si sono succeduti dal 1948 ad oggi.
Vi è stata e vi è consapevolezza che la disoccupazione, con la miseria materiale e morale che provoca, va combattuta come uno dei fondamentali nemici  e delle fondamentali contraddizioni della società?

Vi è stata e vi è consapevolezza che la disoccupazione costituisca uno sperpero economico, che incide gravemente sul reddito nazionale, e che non può essere sostituita da interventi di mero assistenzialismo?

Vi è stata e vi è consapevolezza che la eliminazione della disoccupazione presuppone un regolamento del mercato del lavoro, da operarsi mediante una pianificazione della spesa pubblica e privata?

Vi è stata e vi è consapevolezza che nessun ostacolo di natura finanziaria può e deve impedire il raggiungimento, anche graduale, di tale obiettivo?

Vi è stata e vi è consapevolezza che garantire il lavoro a tutti comporta un mutamento radicale della politica economica e finanziaria?

La risposta a tali quesiti, puramente retorico, è, nei fatti: NO! Da questo NO dipende larga parte dei problemi, non solo economici, dei cittadini. Sfiducia nella politica e nelle istituzioni; depauperamento esistenziale, formativo e culturale; diffusione della criminalità organizzata.

Per chiudere.
La mancata consapevolezza può dipendere da incapacità e inadeguatezza a governare, oppure da dolose e criminali omissioni. In entrambi i casi i nostri governanti hanno clamorosamente fallito.
Bisogna impegnarsi, tutti assieme, per sostituirli.
Non sarà facile, ma vanno trovati i modi per farlo.