A Roma torna lo spettro dell'inceneritore?

Dopo l’annuncio inaspettato da parte del sindaco di Roma Roberto Gualtieri (Pd) in merito al fatto di voler dotare la città di un nuovo impianto per bruciare i rifiuti, abbiamo intervistato l’onorevole del Movimento Cinque Stelle M5S Marco Bella membro della commissione Cultura della Camera e professore universitario di Chimica Organica alla Sapienza. Bella si è detto deluso da Gualtieri per questa scelta, aggiungendo che l’inceneritore sarebbe un deciso passo indietro. Il Movimento 5 Stelle, che ricordiamo non è nella giunta capitolina , si è sempre detto contrario all’inceneritore come chiusura del ciclo nello smaltimento dei rifiuti.

A Roma torna lo spettro dell'inceneritore?

Dopo l’annuncio inaspettato da parte del sindaco di Roma Roberto Gualtieri (Pd) in merito al fatto di voler dotare la città di un nuovo impianto per bruciare i rifiuti, abbiamo intervistato l’onorevole del Movimento Cinque Stelle M5S Marco Bella membro della commissione Cultura della Camera e professore universitario di Chimica Organica alla Sapienza.

 

Bella si è detto deluso da Gualtieri per questa scelta, aggiungendo che l’inceneritore sarebbe un deciso passo indietro.

 

Il Movimento 5 Stelle, che ricordiamo non è nella giunta capitolina, si è sempre detto contrario all’inceneritore come  chiusura del ciclo nello smaltimento dei rifiuti.

 

Onorevole Bella, il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri torna a parlare di inceneritore per risolvere il problema dei rifiuti a Roma; in campagna elettorale si poneva in una posizione completamente opposta, promettendo l'attuazione di un programma teso alla realizzazione di un sistema virtuoso basato sui principi dell'economia circolare.

Anche il presidente regionale Zingaretti sembra favorevole, così come lo stesso segretario del Pd Letta che si è espresso, con un tweet. Cosa succede?

 

Beh, questo dovrebbe chiederlo al Sindaco Gualtieri, io sono nel parlamento italiano, non in consiglio comunale a Roma. Tra l’altro ricordo che a Roma il MoVimento ha espresso come candidata sindaca Virginia Raggi e nemmeno al ballottaggio c’è stato un apparentamento. Il MoVimento 5 Stelle ha sempre tenuto la stessa posizione: la costruzione di nuovi inceneritori non serve a risolvere il problema. Da prof universitario di chimica, ho più volte tentato di spiegare che gli inceneritori non fanno magicamente “sparire” i rifiuti, ma semplicemente li trasformano in qualcosa di altro, in questo caso gas che peggiorano il processo in atto di cambiamento climatico, sostanze volatili che possono avere un impatto anche significativo sulla salute, specialmente su quella delle persone che più sono esposte nelle vicinanze dell’inceneritore e infine ceneri altamente inquinanti. Tante tonnellate di rifiuti entrano nell’inceneritore, lo stesso numero di tonnellate di altre sostanze chimiche escono.

 

La complessa gestione dei rifiuti riguarda molte realtà territoriali: a Roma è da sempre uno dei principali problemi che le amministrazioni comunali e regionali si trovano ad affrontare.

Attualmente la situazione nella Capitale è così drammatica?

 

Tanti comuni italiani hanno problemi con la gestione rifiuti. A Roma la situazione è diventata molto più difficile dopo la chiusura della discarica di Malagrotta nel 2013, che in ogni caso andava chiusa. Da allora la regione non ha individuato delle valide alternative. Io capisco la frustrazione dei cittadini nel vedere i cassonetti strabordanti di “monnezza”. La sindaca Raggi, oltre alla mancanza del posto dove mettere i rifiuti ha anche ereditato una situazione disastrosa di AMA, la municipalizzata che si occupa dei rifiuti nella capitale. C’è stato un grande lavoro, lontano dai riflettori, e nei prossimi anni si vedranno gli effetti del risanamento di AMA, che dopo 10 anni ha potuto finalmente sbloccare il turn-over assumendo oltre 300 nuove unità di personale e acquistare oltre 800 nuovi mezzi. Gualtieri adesso ha in mano degli strumenti per incrementare significativamente la raccolta differenziata e l’ultima cosa che mi sarei aspettato era che invece annunciasse la costruzione dell’inceneritore, che tra l’altro richiederà anni per essere realizzato. Oggi la situazione rifiuti sulle strade della capitale è sostanzialmente identica a un anno fa, esattamente come la problematica dei cinghiali. Tra l’altro, con l’arrivo dell’estate, quando gli impianti di primo trattamento vanno in manutenzione e avremo alti flussi turistici la situazione potrà solo peggiorare. I rifiuti di Roma e i cinghiali sono spariti dalle prime pagine dei giornali, ma non certo dalle strade.  

 

Ridurre, riciclare, riutilizzare: queste sono le parole chiave nell'ottica di una gestione virtuosa dei rifiuti. In tantissime realtà i risultati ci sono, assicurati dalla partecipazione attiva della cittadinanza e una buona collaborazione tra istituzioni. Come mai il sindaco Gualtieri sembra voler abbandonare questa linea, che è politica e allo stesso tempo culturale?

 

Queste parole erano anche contenute nel programma di Gualtieri. Non c’era invece la parola “inceneritore” e nemmeno il termine derivante da un’operazione di greenwashing “termovalorizzatore”. Io posso ipotizzare che, nell’impossibilità di risolvere la questione rifiuti nei tempi brevi indicati in campagna elettorale, si vogliano giustificare i problemi che inevitabilmente ci si troverà ad affrontare nei prossimi anni offrendo una soluzione apparentemente attrattiva ma che non risolverà davvero i problemi, anzi, li potrebbe peggiorare. Ai cittadini va sempre detta la verità: se non si è avuto il coraggio in campagna elettorale, lo si deve fare adesso. L’aumento della produzione di rifiuti degli ultimi anni a questo ritmo è insostenibile. La soluzione passa attraverso la riduzione, riutilizzo e riciclo, anche se si tratta di intraprendere una strada lunga. Meglio però camminare lentamente sulla strada giusta, cioè questa, piuttosto che correre su quella sbagliata (l’inceneritore).  

 

Dietro all'idea di economia circolare ci sono molti aspetti che si intersecano: riduzione dei rifiuti, riutilizzo di materie prime seconde, maggiore occupazione, minor impatto ambientale. Non dovrebbe essere un fiore all'occhiello, per le giunte comunali, l'attuazione di un percorso come questo?

 

Certamente sì. Tra l’altro, la raccolta differenziata e porta a porta permette di dare lavoro a molte più persone rispetto a quelle che gestiscono un inceneritore. E lo stesso si può dire degli impianti che riciclano e reimmettono la cosiddetta materia prima seconda nel ciclo produttivo: si crea lavoro e si risparmiano risorse preziose. La crisi ucraina, tra l’altro, porterà inevitabilmente a minore disponibilità di materie prime e a un aumento del loro prezzo. Le plastiche sono prodotto derivato dal petrolio. Non è assurdo invece di cercare di recuperare questi materiali preziosi pensare piuttosto di bruciarli?

 

Chi si pronuncia favorevolmente per l'incenerimento dei rifiuti, parla spesso di termovalorizzatori e produzione energetica. Ma approfonditi studi parlano al contrario di un gravoso impatto ambientale, con ricadute importanti sui territori circostanti e la dispersione nell'aria di ceneri altamente inquinanti, proprio a causa dell'incenerimento.

La salute dei cittadini non dovrebbe essere sempre posta al primo posto?

 

Assolutamente sì. Spesso chi pensa che la soluzione sia bruciare i rifiuti, semplicemente non si rende conto di come oltre alle problematiche di salute e ambientali questo sia anche un forte disincentivo verso l’aumento della raccolta differenziata, e questo quindi porta a ingigantire il problema piuttosto che risolverlo. È corretto dire che i nuovi impianti riescono a catturare polveri sottili e altri inquinanti in modo più efficiente rispetto ai vecchi, ed è ovvie che è sicuramente meglio bruciare in modo controllato nell’impianto piuttosto che con i roghi tossici nelle strade. Però, per quanto ci sia un abbattimento, comunque saranno trasformate 600.000 tonnellate di rifiuti. Le emissioni inquinanti potranno essere minori, ma non certo eliminate. Infine, attenzione ai facili ed errati paragoni con “l’inceneritore di Copenaghen al centro della città”, che in realtà è a pochi metri dal mare. In Danimarca ci ho vissuto tre anni e in qualsiasi periodo dell’anno è un posto spazzato dal vento, vento che permette di abbattere la concentrazione degli inquinanti nell’aria nelle immediate vicinanze dell’inceneritore. La situazione di Roma non è paragonabile. Infine, anche la produzione di energia, nella prassi concreta, spesso finisce per essere un “optional” poco significativo e molto meno conveniente di quello che appare, perché nel bilancio bisogna anche considerare il gas impiegato per bruciare i rifiuti.

 

La giunta Raggi aveva affrontato la tematica rifiuti in maniera molto diretta; non era stata ignorata la questione delle mafie, sempre più interessate al business legato allo smaltimento dei rifiuti. Quanto incide questo sulle decisioni politiche?

 

Virginia Raggi è al momento ancora sotto scorta per le gravi minacce ricevute durante il suo mandato, ricevute per aver fatto rispettare la legalità con l’abbattimento dei villini dei Casamonica. Per la criminalità organizzata i rifiuti sono un business meno rischioso e sicuramente più redditizio rispetto al traffico di stupefacenti. È fin troppo chiaro che le mafie non vogliano risolvere la questione rifiuti e rimanere nell’emergenza, quando diventa più semplice intervenire con affidamenti diretti. Sfruttando la comprensibile esasperazione dei cittadini è più facile bypassare i controlli.

 

All'interno della giunta le posizioni sono differenti: se verrà confermata questa nuova linea del sindaco, la maggioranza in Campidoglio potrebbe essere a rischio?

 

Come detto sopra, M5S non è presente nella maggioranza che sostiene il sindaco, ma nonostante questo nessuno si augura che possa avere problemi o cadere la giunta di una grande città dopo pochi mesi dal voto. Chi vince le elezioni deve poter governare, con oneri e onori, e poi dopo cinque anni saranno i cittadini a giudicare. Sicuramente, però, non posso che augurarmi un ripensamento del sindaco, perché è per me davvero incomprensibile come delle forze che si professano ecologiste e che lo sostengano possano poi votare per un inceneritore. Il mondo non lo ereditiamo dai nostri genitori, lo prendiamo in prestito dai nostri figli: recentemente questo principio lo abbiamo anche inserito in Costituzione. Spero davvero queste forze possano aiutare il Sindaco Gualtieri ad avere un posto di rilievo nella storia di Roma, e non essere complici nell’immettere centinaia di migliaia di tonnellate di gas che contribuiranno alla crisi climatica “bruciando” non solo i rifiuti, ma il nostro pianeta, cioè la nostra casa.