A Terni si spegne l'inceneritore

Il nuovo approccio nel ciclo dei rifiuti rende il metodo dell'incenerimento obsoleto e non più percorribile. Questo spegnimento ne è un segno importante.  Ancora molto c'è da fare, questo è soltanto un primo passo per la rinascita di un territorio che non vuole essere svenduto ai potenti di turno

A Terni si spegne l'inceneritore
Foto Colonna (repertorio)

E' una bella giornata per Terni e i suoi abitanti. Si apprende, infatti, della chiusura dell'inceneritore a biomassa, di proprietà della Tozzi Holding di Ravenna. Dopo anni di funzionamento è, finalmente, spento. Entro l'anno, forse, la definitiva rimozione dell'impianto. Dopo anni di veleni, polveri sottili immesse nell'atmosfera, dopo lo spargimento di fattori inquinanti su tutto il territorio ternano è arrivato il giorno che tutti aspettavano. Il merito di questo risultato è da attribuire all'impegno di centinaia di cittadini e cittadine ternani che non si sono fermati di fronte alla prepotenza di interessi privati e, soprattutto, non si sono arresi di fronte al negazionismo ambientale di gran parte della politica riguardo la pesantissima situazione della Conca ternana.

Tantissimo è stato fatto negli anni dal Comitato "No Inceneritori", che ha portato avanti una battaglia, soprattutto, culturale. Impegnati nel faticoso percorso di sensibilizzazione della cittadinanza, spingendola ad informarsi e ad attivarsi per la tutela della salute pubblica e per il bene collettivo. Il Comitato è riuscito a portare per le vie della città centinaia di cittadini che hanno fatto sentire la propria voce, facendo pressioni sulla politica,sia locale che regionale: una politica che, per troppo tempo, ha permesso un ingiustificato aggravio della situazione ambientale, già fortemente compromessa.

Non secondario è stato l'impegno dei consiglieri comunali e regionali del Movimento 5Stelle, che da sempre pongono la questione ambientale in cima alle prorità dell'azione politica. È stato  raggiunto un grosso risultato per la città di Terni: l'impegno e la determinazione dei cittadini, se uniti e fortemente motivati, riesce a mettere all'angolo gli interessi dei privati, per modificare il percorso della politica che, molto spesso, di quegli interessi si nutre.

Il nuovo approccio nel ciclo dei rifiuti rende il metodo dell'incenerimento obsoleto e non più percorribile. Questo spegnimento ne è un segno importante. 

Ancora molto c'è da fare, questo è soltanto un primo passo per la rinascita di un territorio che non vuole essere svenduto ai potenti di turno; occorre una seria riconversione industriale ed una nuova visione economica. Serve una politica diversa, lungimirante e che operi esclusivamente nell'interesse pubblico. Per oltre un decennio tutto questo non è stato fatto e i cittadini ternani stanno pagando, sulla propria pelle, le drammatiche conseguenze di scelte politiche, a volte, scellerate ed irresponsabili.