A tu per tu con la scrittrice

In occasione dell’uscita del suo nuovo romanzo “Il segreto di Lazzaro”, facciamo due chiacchiere con Letizia Vicidomini.   

A tu per tu con la scrittrice

«Scrivo praticamente da sempre, anche se in maniera strutturata da poco più di quindici anni. Dalla narrazione in senso ampio mi sono definitivamente attestata  con gli ultimi romanzi sul genere noir, che è anche quello che preferisco come lettrice. Leggo, però, di tutto. Amo visceralmente gli autori sudamericani, le pagine di Pirandello e il teatro di Eduardo De Filippo, da leggere oltre che interpretare (sono attrice per passione).»

In questo modo si apre la nostra intervista Letizia Vicidomini.

Di tutto quanto hai scritto, cosa consiglieresti a chi vorrebbe leggerti e perché? 

«Si dice sempre che l’ultimo figlio sia quello più amato, e forse quasi sempre lo è. In realtà la storia di Lazzaro è nata nel 2012, ed ha vissuto una prima vita sotto l’etichetta di CentoAutori, sempre accompagnata dalla prefazione (e dalla benedizione) di Maurizio de Giovanni. Ha avuto, però, una diffusione limitata, ed ecco che Aldo Putignano, direttore di Homo Scrivens, mi ha proposto di ripubblicarlo. L’ho arricchito di nuovi capitoli e di una postfazione gastronomica, unita alle ricette dettagliate dei piatti che sono menzionati nel romanzo.  E’ una storia complessa, ambientata tra Puglia e Argentina, il racconto di formazione di un uomo che non deroga, che ascolta la voce della coscienza e ha un fortissimo senso della giustizia.  Ci sono dentro i profumi e sapori di due terre bellissime, il tango e l’amore, la famiglia e gli amici: è un po’ la storia di tutti noi.
Se poi vi va di conoscermi meglio vorrei consigliare anche “Nero. Diario di una ballerina”(ed. Homo Scrivens), il romanzo che ha segnato il mio salto definitivo nel noir, e mi ha dato tantissime soddisfazioni, incluso la finale del Premio Garfagnana in Giallo.»

Consigli per chi si approcci adesso alla scrittura: cosa fare e cosa non fare, secondo te.
«Dare consigli è sempre complicato e non sempre utile. Io mi sono sempre affidata all’istinto, e alla grande passione che mi accompagna.  Ho scritto tanto, riscritto, corretto, affinato. Ho letto tantissimo, e lo faccio costantemente perché chi non si confronta e attinge stimoli da altri che scrivono, è destinato a fare poca strada. Una volta certi di avere una storia valida occorre puntare sul proprio sogno: concorsi, anche on line, che sono una buona palestra, poi la ricerca di case editoriali affini al nostro prodotto da contattare e invitare alla lettura.
Con umiltà e determinazione le cose accadono, ne sono certa.» 

Hai scritto in questo periodo di reclusione forzata?

«Certo, come sempre: un paio di racconti brevi per delle antologie tematiche e un nuovo romanzo, che vedrà la luce tra breve. Spero di poter dare presto la data precisa di uscita ai miei amici lettori, perché porterà con sé anche una grossa novità.»

Quale autore, presente o passato, ti piacerebbe poter conoscere e cosa vorresti dirgli?
«Vorrei scambiare quattro chiacchiere con il maestro Camilleri, che ci manca tantissimo: è uno degli scrittori che amo e apprezzo di più, e vorrei semplicemente stare seduta di fronte a lui e sentirlo parlare, magari mi piacerebbe anche sapere che ne pensa dei miei libri, oppure prenderei un the con Luigi Pirandello, nella sua casa affacciata sulla Valle dei Templi.»

 

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