Abruzzo, il caos autostradale non è figlio del fato

Azione Civile - Popolo per la Costituzione Abruzzo e Antonio Ingroia: «parta anche da qui la mobilitazione per inchiodare alle responsabilità e revocare le concessioni».

Abruzzo, il caos autostradale non è figlio del fato

Liberazione dall’inferno, finalmente fine del caos, non avremo più code infinite. L’arrivo della data del 9 luglio, in cui è stato annunciato lo stop alle chiusure per lavori sull’autostrada A14, è stato accompagnato da queste e simili grida di giubilo. Solo dopo un recente drammatico mortale incidente abbiamo assistito a qualche forte protesta di alcuni sindaci. Arrivati addirittura a chiedere il commissariamento del tratto autostradale. Ma, dopo pochi giorni, di questa richiesta si son perse le tracce.

Il sollievo per la fine (temporanea) dell’incubo code chilometriche non può fermarsi a mero esercizio di cronaca, non si può continuare a trattare questa vicenda come se fosse figlia del fato avverso o piombata all’improvviso da chissà dove. Quanto accade ormai da almeno un anno e mezzo, dai mesi precedenti l’arrivo in Italia della pandemia, non è una fatalità. E le interruzioni temporanee, o lo sconto sui pedaggi, non devono far passare in secondo piano o tacere che l’emergenza rischia di finire ben oltre la cessazione dell’emergenza sanitaria pandemica. Già questa circostanza dovrebbe far riflettere ed indignare.

Lo scorso 18 giugno si è tenuta a Genova una manifestazione, alla quale abbiamo aderito, dal titolo inequivocabile “Per chi non mantenuto il Ponte Morandi sanzioni non miliardi”. Chi non ha “mantenuto” quel Ponte sono gli stessi che in questi decenni hanno gestito la concessione dell’A14. E le conclusioni sono alquanto simili: il caos dell’ultimo anno e mezzo (e che potrebbe durare ancora per un periodo addirittura maggiore) è nato dopo l’inchiesta della procura di Avellino su alcuni tratti autostradali. Lo abbiamo già abbondantemente documentato e sottolineato in un comunicato del febbraio scorso, ancora oggi rintracciabile qui https://www.azionecivile.org/2020/02/03/sequestro-autostrade-la-procura-di-avellino-sta-tutelando-sicurezza-e-legalita-la-responsabilita-dellemergenza-e-altrove-revoca-immediata-di-ogni-concessione-senza-se-e-senza-ma/ .

Ribadiamo, un anno e cinque mesi dopo, la stessa identica posizione. Alla luce anche degli intrecci tra politica e grande (im)prenditoria privata lobbistica che troppo spesso vediamo in azione, a livello nazionale e anche abruzzese. Le istituzioni devono assumere una posizione netta e intransigente: restituire all’interesse pubblico, il ruolo centrale che merita, basta con (im)prenditori lobbysti, basta indecisioni e trattamenti di favore, vengano immediatamente revocate le concessioni autostradali. Anche qui in Abruzzo deve partire una mobilitazione come quella genovese, che pretenda la fine senz’indennizzo (altro che i miliardi che stanno per piovere sulla società del gruppo Benetton) delle concessioni. La stessa identica situazione, non per altro figlia delle stesse dinamiche, in questi anni dell’acquifero del Gran Sasso e dell’autostrada dei Parchi.

 

 

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