Al presidente Conte

La lettera è un appello, un invito ai rappresentati delle Istituzioni a dare un segnale forte di ripresa e soprattutto delle risposte alla popolazione per il futuro più che mai incerto.

Al presidente Conte

Al Presidente del Consiglio dei Ministri

Giuseppe Conte

presidente@pec.governo.it

 

Oggetto: Urgente richiesta incontro con il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte

Preg.mo Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte,

nel ringraziarLa per averci fatto contattare per posticipare l’incontro da noi richiesto per il bene del Paese, Le chiediamo la possibilità urgente di incontrarLa nonostante il periodo emergenziale che stiamo vivendo. La ringraziamo, inoltre per il suo lavoro, che sta svolgendo per il bene di tutti.

L’emergenza Coronavirus permane ed è alto l’impatto negativo non solo sulla nostra salute, ma anche sul nostro stile di vita e soprattutto sulla nostra economia. Grave è la recessione che stiamo vivendo, ma ben più grave sarà quella che vivremo nel post pandemia che avrà effetti pesantissimi sull’occupazione, sui consumi, sulla crescita.

Lo scenario politico attuale, come quello precedente, non è dei migliori, mentre la popolazione si è dimostrata all’altezza adeguandosi alle limitazioni della libertà. Come interverrà lo Stato nel post pandemia in sostegno delle imprese forzatamente inattive? Quali misure adotterà nei confronti del Sistema sanitario drasticamente ridimensionato in questi anni a scapito dell’occupazione e della salute pubblica? Come farà lo Stato a contrastare la speculazione delle mafie nella ricostruzione? Le misure adottate in questo stato di emergenza sono necessarie (forse andavano adottate molto prima), ma sono ancora inadeguate. Come si aiutano le fasce più deboli, come anziani e disabili? È evidente il problema degli aiuti per queste persone che non hanno nessuno che badi a loro. Come fanno a vivere gli invalidi civili con € 289 mensili? E i disoccupati?

Nel Decreto “Cura Italia” prevede alcuni interventi, come sostegni una tantum di 600 € che dovranno essere richiesti solo da alcune categorie, ma non sono chiare le modalità di richiesta all’Inps e non ha diritto chi percepisce il reddito di cittadinanza. Il Decreto prevede un permesso retribuito, previsto dalla legge 104, di 12 giorni da usare tra marzo e aprile. Nel Decreto non vengono citati gli invalidi civili, come mai? Non sono previste neanche misure specifiche per i senzatetto e per la tutela dei migranti nei centri, nei cpr e negli hotspot, per coloro che vivono nei ghetti del sud, perché?

Le nostre eccellenze in campo medico sono chiamate a combattere contro un nemico invisibile e soprattutto contro una politica individualista e non unitaria. Chiediamo al Governo di non perdere tempo, anzi di anticiparlo per la ricostruzione e soprattutto di parlare chiaramente alla popolazione che va tutelata. Sarebbe opportuno che ci fosse una chiusura totale delle aziende, visto che gli stessi lavoratori non sono messi nelle condizioni di lavorare in sicurezza; sarebbe opportuno che ogni regione chiudesse, sulla base coordinamento unitario nazionale, i propri confini al fine di contenere l’epidemia; utilizzare l’Esercito in tutta la nazione e non a discrezione delle singole regioni; appesantire le pene per i furbetti di turno che pur di uscire sfoggiano motivazioni assurde, come?

Convertire la denuncia prevista attualmente con reati ben più gravi, come la condanna per omicidio colposo per gli infetti da Coronavirus che non rispettano la quarantena e per tentato omicidio colposo per coloro che circolano senza motivi validi; modificare il Decreto con misure a favore delle fasce deboli. Misure drastiche? No, se si vuole salvare il paese, anzi si deve con coraggio prendere decisioni forti, anche a scapito della propria notorietà, affinchè il paese ne esca salvo.

Non viviamo in uno stato di guerra, solo in pochi comprendono cosa voglia esattamente dire vivere in guerra e di conseguenza come reagire, ma il popolo no, il popolo vive nella paura e purtroppo non appena passerà la pandemia e gli effetti economici saranno gravi, il popolo si muoverà come il branco e travolgerà tutto anche le istituzioni. Occorre intervenire rapidamente con un progetto nuovo, rapido. Occorre non sospendere i pagamenti, ma eliminarli per i mesi necessari alla ripresa. Occorre sostenere economicamente i cittadini e le imprese, anche se questo vorrà dire indebitarsi. Occorre investire per poi crescere con un piano già ben organizzato a livello non solo nazionale, ma mondiale. Importante è far riacquistare la fiducia dei cittadini nello Stato per non permettere che i cittadini si rivolgano all’aiuto delle mafie.

Ma come può un cittadino avere fiducia in uno Stato che decide, stila delle leggi, che una volta arrivate in Parlamento, si bloccano? La delusione delle aspettative è difficile da contenere. E qui che le mafie, che speculando sulle necessità dei cittadini, concedono il bisogno richiesto alle loro condizioni. Senza che lo Stato possa far niente. Quindi oggi la politica deve avere il coraggio di prendere decisioni importanti per la nostra vita futura, perché ogni emergenza ha visto le mafie come protagoniste. Agire dopo per lo Stato sarà troppo tardi, lo Stato deve essere presente, forte e non debole, non deve inginocchiarsi al potere criminale.

In attesa di un Suo cortese riscontro, La salutiamo cordialmente.

 

Adriana Colacicco e Gerardo Gatti hanno scritto una nuova lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte. I fondatori del Progetto di Vita l’hanno inviata, per conoscenza, anche al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e a numerosi giornali.