Al presidente della Repubblica Mattarella

Al presidente della Repubblica Mattarella
Opera dell'artista Filippo Maria Cazzolla

Non si ferma la corrispondenza fra gli ideatori del Progetto di Vita, Adriana Colacicco e Gerardo Gatti, e il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella. Un appello accorato e deciso, di richiamo alla coesione nazionale in questo momento di crisi profonda.

 

Gioia del Colle, 30 marzo 2020

 

Preg.mo Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella,

nel rinnovarLe la nostra stima, desideriamo condividere con Lei le nostre considerazioni e ci appelliamo al Suo buon senso. Come fondatori del Progetto di Vita, abbiamo da sempre creduto nell’ideale europeo, lo abbiamo sempre sostenuto e difeso anche con la candidatura alle elezioni europee con Europa Verde. E ormai, oggi, da ex Europa Verde e ancor più in questo momento tragico, risulta davvero difficile credere ancora nell’Unione Europea. Ma andiamo avanti ormai da molti anni, promuovendo il Progetto di Vita e mettendolo a disposizione del Governo. L’emergenza Coronavirus rappresenta ormai una disputa fra le forze politiche, tutte vogliono raggiungere l’ambita poltrona: quella della Presidenza del Consiglio dei Ministri. In un momento nel quale è richiesta unione, come anche Lei ampiamente richiede in continuazione, la polemica non si placa, anzi va avanti sempre più agitando gli animi. In questa disputa chi ne paga le conseguenze? Il nostro Paese. Tanti decreti emessi che ci hanno portati allo stallo, una gestione che, seppur difficile, non vede le persone giuste al timone del nostro Paese. Ecco perché Le chiediamo di prendere le redini del Paese in mano. La gravità di quanto sta accadendo è di inaudita pericolosità. Occorre salvare l’economia del Paese, occorre placare la “bomba sociale”, che in alcune regioni, potrebbe esplodere da un momento all’altro, con danni gravissimi e irreversibili e occorre ridurre il rischio certo dell’infiltrazione criminale. Occorre ripartire, ma in modo prudente e mirato, in un modo che non si limiti la felicità del popolo, anzi che lo renda partecipe di questa rinascita con responsabilità. Il coronavirus ha cambiato la società e la nostra politica, il Governo oggi è forte e il Parlamento è inesistente. Quindi lo stato democratico è gravemente in pericolo, anche se la Costituzione prevede articoli che limitano i diritti della libertà, anche se dalla Costituzione non è previsto lo stato di emergenza, ma ci sono situazioni che attribuiscono poteri unici al Governo per dare delle risposte all’attuale emergenza. Lei, Signor Presidente, è l’unica persona in grado di difendere la democrazia e di rinnovare anche la politica per di più nel periodo post pandemia. L’Europa ci ha lasciato soli, l’Europa appare divisa e tal proposito ci domandiamo cosa resta dell’ideale europeo? Cosa resta dei nostri diritti? Se vogliamo rimanere in Europa, tutti gli Stati devono essere uniti e presenti, ma a quanto pare non è così. Quindi, se entro pochi giorni non ci sarà una risposta concreta, uscire dall’Unione europea è necessario. Ormai è necessario che il nostro Paese abbia il coraggio di prendere delle decisioni per il benessere comune, come solo Lei sa fare. Per una maggiore condivisione di intenti e senso di responsabilità comune, abbiamo deciso di condividere a mezzo stampa e social la lettera a Lei inviata, augurandoci di non recarLe disagio.

Restando sempre a Sua disposizione, La salutiamo caramente.

Adriana Colacicco

Gerardo Gatti