Alta precarietà mondiale

L'OPINIONE. «È un mondo ad alta precarietà, che può generare una deflagrazione come successe con la prima guerra mondiale. La differenza sta nell'arma atomica che non darebbe scampo a tutta l'umanità».

Alta precarietà mondiale

Il grado di instabilità mondiale tende ad aumentare. Quello che accade nello Yemen con attacchi ai convogli commerciali, uniti al genocidio di Gaza ed alla guerra ucraina, rendono sempre più precaria la situazione mondiale. A tutto ciò si aggiungono fatti inquietanti come le elezioni in Argentina, il ritorno di Tramp negli USA, le tensioni di Taiwan, l'instabilità dell'Africa con tutti i processi migratori conseguenti.

È un mondo ad alta precarietà, che può generare una deflagrazione come successe con la prima guerra mondiale. La differenza sta nell'arma atomica che non darebbe scampo a tutta l'umanità.

Quali sono le vere ragioni che ci stanno portando verso il disastro?

Personalmente ne vedo due. La prima è un modello di sviluppo in eterna crescita che implica il controllo delle fonti energetiche e delle materie prime, oltre al controllo dei mercati. In questa scelte è implicito il concetto di danno ecologico che si incrementa sempre più legato all'eccessivo sfruttamento del sistema Terra che non ha più il tempo di riprendere i suoi equilibri. Ci dobbiamo aspettare un aumento della temperatura media del pianeta, difficoltà nell'approviggionamento di acqua e zone del pianeta che diventeranno sempre più aride.

Il modello economico in costante crescita ha portato ad una finanziarizzazione dell'economia, con la produzione di denaro dal denaro. Questo implica che c'è sempre meno bisogno di distribuire ricchezza per far acquistare prodotti e ciò spiega perché si tende a destrutturare le democrazie e si tende verso regimi oligarchici.

La seconda ragione del futuro disastro sta nell'aumento esponenziale della popolazione mondiale che già ora ha superato gli 8 miliardi. La capacità del sistema Terra di soddisfare tutti i bisogni del genere umano sono limitate e se si associa questo dato al modello di sviluppo in costante crescita, si comprende il perché esiste un aumento di tensione a livello globale con la possibilità di una deflagrazione mondiale.

Il comportamento della specie umana continua ad essere quello primitivo predatorio, nonostante la conoscenza dei fattori di rischio.

La guerra è ancora il mezzo per cercare nuovi equilibri e non esiste un modello economico che metta in discussione la crescita costante dell'economia per scelte che privileggino il mantenimento dell'equilibrio del sistema Terra. In pratica il pensiero unico decadente neoliberista non ha un'antitesi che possa rappresentare un modello alternativo.

Nella mancanza di questa dialettica nella società è il vero pericolo della deflagrazione del disastro.

L.P.

 

 

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