Alternanza scuola-lavoro: gli studenti dicono basta

Il dibattito si è acceso dopo le ultime due assurde morti di giovanissimi ragazzi.

Alternanza scuola-lavoro: gli studenti dicono basta

Il mondo della scuola da diversi giorni è in subbuglio dopo le recenti morti di ragazzi che hanno perso la vita durante l’alternanza scuola-lavoro.
Fu l’ex ministro Letizia Moratti a volere introdurre l’alternativa di un nuovo modo di vedere la scuola dando la possibilità agli studenti di vedere in prima persona cosa fosse realmente il mondo del lavoro. Ma è sempre stato così?

Ovviamente il dibattito si è acceso dopo le ultime due assurde morti di giovanissimi ragazzi.

Ma cominciamo dalle situazioni reali: il rispetto dei ruoli non c’è quasi mai e ai ragazzi tocca svolgere veri e propri lavori senza avere le basi necessarie per svolgere mansioni che in molte fabbriche sono ovviamente pericolose e che non potrebbero neanche svolgere.

Ovviamente questo giova alle aziende presso le quali si fanno queste "esperienze" a costo zero. Un vero sfruttamento di giovani che dovrebbero solo cominciare a capire i meccanismi di un futuro lavorativo. Poi la sicurezza, molto spesso, manca. Oltre ai due giovani morti si contano tantissimi feriti.

I ragazzi in questi giorni stanno manifestando per chiedere l’abolizione di questa alternanza scuola-lavoro ritenuta inutile e pericolosa.
Riportiamo la descrizione del provvedimento così come descritto dal sito ufficiale del Miur per comprenderne meglio l’iniziativa:

"L’alternanza scuola-lavoro è una modalità didattica innovativa, che attraverso l’esperienza pratica aiuta a consolidare le conoscenze acquisite a scuola e testare sul campo le attitudini di studentesse e studenti, ad arricchirne la formazione e a orientarne il percorso di studio e, in futuro di lavoro, grazie a progetti in linea con il loro piano di studi.
L’ alternanza scuola-lavoro, obbligatoria per tutte le studentesse e gli studenti degli ultimi tre anni delle scuole superiori, licei compresi, è una delle innovazioni più significative della legge 107 del 2015 (La Buona Scuola) in linea con il principio della scuola aperta.
Un cambiamento culturale per la costruzione di una via italiana al sistema duale, che riprende buone prassi europee, coniugandole con le specificità del tessuto produttivo ed il contesto socio-culturale".

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