Amore malato

La poesia che indaga il sentimento meno nobile dell'umanità: la violenza.

Amore malato

Le urla della notte si accasciarono sul tuo bel viso.

Marcato dalla invidiabile temerarietà

portava le tracce dell’abbandono al sentimento,

della caparbia libertà di esistere,

aldilà delle stagioni del cuore

improvvide portatrici di misteriose sciagure.

Le tue braccia, anelli minacciosi

per chi nel buio di una stanza

reca con sè le ferite

dell’amore malato.

Ingigantito dalla molesta ossessione.

Muta verità

che appartiene ai deboli.

Tu fiore

  piegato alla ingratitudine di un amore

delineato dai contorni della sofferenza

dal giogo della inconsistenza di immagini

calcate dalla triste sciagura di esistere.

Corpo divelto,

sottratto alla femminilità,

inchiodato alla maschera feroce

della peccaminosa catena di delitti.

Conduci le tue membra

nel focolaio del perdono.

Sdraiata la tua vita si appoggia

sull’ultima catena di asfalto.

Il buio diventa luce.

 In bilico tra la vita e la morte

troppo viva ancora per morire.

Più in là il ricordo sprezzante

di colori sbiaditi sulla dorsale del desiderio,

dell’appagamento, della solare bellezza.