Animali domestici: un antidoto alla solitudine della pandemia

La pandemia causata dal COVID-19 ha isolato milioni di persone: la solitudine può essere combattuta grazie all'aiuto dei nostri animali domestici.

Animali domestici: un antidoto alla solitudine della pandemia

Questo è un momento veramente difficile per la storia dell’umanità. La pandemia scatenata dal virus COVID-19 ha costretto milioni di persone a restare confinate nelle proprie abitazioni, per cercare di limitare il più possibile l’elevata velocità di diffusione del virus stesso.

Al limite del surreale, la nuova situazione che il mondo sta vivendo ha generato problematiche diverse in tutti gli ambiti, in particolar modo in quello sociale. Paradossalmente, in una dimensione dove tutti sono costantemente connessi grazie alla tecnologia, si sta soffrendo la solitudineIl lockdown ha temporaneamente sospeso la routine quotidiana e di conseguenza tutti i rapporti sociali.

Ci si ritrova a trascorrere intere giornate tra le mura delle proprie case, con le stesse persone e, nella maggior parte dei casi, con l’attività lavorativa interrotta. Il senso di profonda frustrazione e di solitudine che ne deriva grava fortemente sull’equilibrio psico-emotivo delle persone.

Quale potrebbe essere una soluzione al problema?

La risposta va cercata in una realtà già profondamente radicata nella vita di molti: gli animali domestici. Che siano cani, gatti, conigli o altre specie non è importante, è fondamentale invece capire il ruolo chiave che stanno svolgendo.

Da secoli gli animali hanno instaurato con l’uomo un legame profondo ed indissolubile, mutato nel tempo in base alle esigenze degli esseri umani e evolvendosi con essi. Ad oggi gli animali domestici sono considerati parte integrante delle famiglie e rientrano in molte delle dinamiche legate alla vita relazionale delle persone. Prendersi cura di un essere vivente che dipende completamente dall’uomo, carica quest’ultimo di responsabilità imprescindibili.

II cane ha bisogno che il suo padrone si occupi di lui, sempre ed indipendentemente da cosa succede nel mondo. Dedicarsi ad un altro essere vivente richiede tempo, dedizione e molto cura. Ma la cosa veramente è importante è il modo in cui gli animali ci ripagano: l’amore incondizionato.

In questo momento difficile, il tempo esteriore è sospeso, immobile e il suo scorrere sembra non coincidere con il tempo interiore delle persone: un tempo che non può e non deve fermato. Mai.  Gli animali domestici hanno la straordinaria capacità di adattare il loro ritmo biologico a quello degli esseri umani. In questo modo occuparsi di loro adesso diventa ancora più gratificante, perché alimentano quel tempo interno umano cosi vulnerabile. Come una locomotiva che ha continuamente bisogno di carbone per proseguire il suo viaggio su binari incerti.

Quando al mattino il cane arriva con il guinzaglio in bocca perché vuole uscire, il gatto si sfrega affettuosamente contro le gambe perché sa che è ora della colazione e il coniglietto ci corre incontro, sollevandosi sugli arti posteriori per cercare lo sguardo del padrone, quelli diventano dei momenti fondamentali. Lo sono sempre stati ma spesso non se ne capiva la reale importanza.

Adesso che l’inquietudine dell’incertezza accompagna queste giornate che sembrano senza fine, un essere vivente che richiama l’attenzione è come un raggio di sole che fa capolino dalla finestra. Organizzare la giornata anche in funzione delle necessità di un animale domestico aiuta a distrarsi, a non focalizzare il pensiero soltanto sulla propria condizione emotiva. Giocare con un cane, accarezzare un gatto, tenere sulla spalla un pappagallino infonde gioia e strappa sempre un sorriso.

Bisogna sempre tenere in considerazione che gli animali domestici soffrono la solitudine esattamente come gli esseri umani. Ogni gesto e soprattutto ogni pensiero nei loro riguardi ha il duplice compito di rafforzare un legame affettivo e di metabolizzare l’isolamento.  L’amico a quattro zampe può diventare il catalizzatore per mitigare i pensieri negativi e migliorare notevolmente la qualità della propria vita.

Uno studio pubblicato sull’European Journal of Medical Research del 2011, ha messo in evidenza come la presenza costante di un cane nella vita dell’uomo contribuisce concretamente a migliorarne lo stile di vita. In questo caso lo studio ha preso in considerazione principalmente persone over 60. Dai risultati è emerso che“Molti sentono una certa mancanza di scopo che darebbe senso alla loro vita quotidiana. La pensione diventa un peso sempre crescente.” Queste nuove circostanze spesso causano anche la perdita dei contatti sociali e scatenano un forte senso di solitudine. “Un animale domestico – e, in questo caso, un cane - può servire come tramite attraverso il quale stabilire contatti sociali nelle situazioni quotidiane. I cani danno ai loro giorni una certa struttura”.

Spesso capita di pensare “Il mio animale significa tutto per me" a dimostrazione di quanto sia di enorme importanza la loro presenza nella vita dell’uomo. Spesso una vita sociale inesistente o non appagante, che può essere scaturita o accentuata da una pandemia, viene proiettata sull'animale. In questa situazione i proprietari posso caricare di aspettative il proprio animale domestico, andando a sostituirlo con una persona vera e propria.

A conferma di quanto sia forte il legame fra un essere umano e il suo animale domestico, uno studio pubblicato su “Hormones and Behaviour” nel 2017 ha messo in evidenza come alcuni ormoni, in questo caso l’ossitocina, svolgono un ruolo importante nelle relazioni sociali tra individui, sia nell'uomo che negli animali. I ricercatori hanno esaminato 60 Golden retriever che dovevano cercare di aprire un coperchio ben posizionato. Prima del test comportamentale, i ricercatori hanno aumentato i livelli di ossitocina nel sangue dei cani spruzzando l'ormone nel naso. 

Come controllo, i cani hanno eseguito lo stesso test dopo aver ricevuto uno spruzzo di acqua salata neutra, allo stesso modo. I ricercatori hanno anche raccolto un campione DNA di ogni cane e hanno determinato quale variante del gene per il recettore dell'ossitocina possedeva ciascun esemplare. I risultati hanno mostrato che i cani con una particolare variante genetica del recettore hanno reagito maggiormente allo spray di ossitocina, rispetto ad altri cani. La tendenza ad avvicinarsi al loro proprietario per chiedere aiuto è aumentata quando hanno ricevuto l'ossitocina nel naso, rispetto a quando hanno ricevuto la soluzione neutra di acqua salata.

Molto probabilmente alla base del forte legame che si istaura fra l’uomo e il suo animale domestico ci sono dei determinati biologici che condizionano la natura del rapporto. Nella natura nulla succede per caso.

Bisogna dunque riflettere su quanto gli amici a quattro zampe siano fondamentali, soprattutto durante questo periodo di forzato isolamento, e su come possano realmente migliorare la vita dell’uomo.

Vi lascio con un estratto del “Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry:

“No”, disse il piccolo principe. “Cerco degli amici. Che cosa vuol dire addomesticare?”
“E’ una cosa da molto tempo dimenticata. Vuol dire creare dei legami…”
“Creare dei legami?”
“Certo”, disse la volpe. “Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro.”