Armiamoci e partite

IN FONDO A DESTRA. Andare in piazza in questo  momento tanto per "essere contro" non ha un grande senso e, visti i numeri della adesione, ancora una volta mi viene da sperare che gli elettori e i cittadini nel loro complesso abbiano molta più responsabilità del capobastone di turno.

Armiamoci e partite

Ma quanto può diventare attrattiva la piazza quando serve a mettersi in mostra!!! E' accaduto di tutto in questo Paese martoriato negli ultimi 50 anni, eppure mai prima d'ora (e con la pandemia in corso), la destra fascista e legaiola aveva subìto tanto il fascino dell'assembramento facile. Dopo aver convocato una manifestazione Nazionale, addirittura per il 2 giugno in una delle grandi piazze romane, per poi annullare frettolosamente la convocazione essendo vietati gli spostamenti tra regioni fino al giorno successivo (e pure gli assembramenti!), i seguaci delle varie destre nazionali si sono ugualmente trovati, questa mattina, con tanto di mascherine tricolore sul volto, bandiere sventolanti e intonando l'inno, a colorare alcune piazze italiane.

Anche a Terni nella centralissima Piazza della Repubblica alcuni adepti si solo raccolti, pronti a manifestare tutto il loro disappunto. Dice, infatti, un portavoce: «Siamo qui per dimostrare che c'è un'Italia che non si arrende, che non sta zitta, chiediamo le dimissioni di questo governo e chiediamo che si torni a votare».
«Politiche scellerate quelle della maggioranza», dicono i manifestanti contestando anche i fondi  europei che tuttavia non sono ancora stati approvati. «Una destra che si fa portavoce degli italiani che sono in difficoltà!». Finalmente esce fuori l'animo francescano dei due principali partiti dell'opposizione!

Ma riscoprire la piazza, nel periodo del covid, ora che la situazione sembra migliorare da un punto di vista sanitario, nella fase più difficile da affrontare per salvare l'economia nazionale. Dopo mesi tremendi di paura ed incertezza, con un Governo che nonostante alcuni errori ha resistito e sta cercando, fra molte difficoltà di superare la tempesta, cosa fanno le  responsabili ed  illuminate opposizioni del paese Italia? Manifestano, chiedono il voto e le dimissioni del Governo in carica,  cercano lo scontro. Questo dovrebbe far pensare, quantomeno, al grado di irresponsabilità delle opposizioni, alla loro poca coerenza e al senso delle istituzioni perso per la strada.

Anziché portare avanti proposte, idee, suggerimenti cercando magari di fare gruppo, alcuni esponenti cercano esclusivamente la visibilità per recuperare un importante calo dei consensi e la bandiera scelta per manifestare non è quella della Lega o di Fratelli d'Italia o di casa pound. No, è quella Italiana che un tempo serviva a "pulirsi il culo", come diceva qualcuno (Bossi docet), con il tipico francesismo che contraddistingue certi personaggi.

Ciò che consola è la scarsissima, quasi nulla direi, partecipazione da parte dei cittadini ternani che, pur avendo votato un sindaco della Lega alle ultime elezioni amministrative, sono ora fortemente preoccupati per una realtà locale gravata da una crisi economica e sociale che dura da anni e si fa sempre più devastante.

Con gli operai dell'Ast (fabbrica storica a cui Terni è legata anche sentimentalmente) in cassa integrazione; con poche prospettive e tanti guai in una provincia che necessita urgentemente di un piano di rilancio a lungo termine, che al momento manca.
Andare in piazza in questo  momento tanto per "essere contro" non ha un grande senso e, visti i numeri della adesione, ancora una volta mi viene da sperare che gli elettori e i cittadini nel loro complesso abbiano molta più responsabilità del capobastone di turno.