Assolti Masi e Fiducia «Il fatto non costituisce reato»

GIUSTIZIA. Già nell'udienza del 23 maggio scorso il Pubblico ministero Pierangelo Padova aveva richiesto l'assoluzione dei due imputati.

Assolti Masi e Fiducia «Il fatto non costituisce reato»

Si conclude una pagina importante nella vita del maresciallo Saverio Masi (oggi caposcorta del magistrato e consigliere del Csm Nino Di Matteo) e del collega Salvatore Fiducia difesi dai legali La Barbera e Di Trapani. Masi e Fiducia erano accusati di calunnie e diffamazione nei confronti di sette ufficiali che per aver intralciato le indagini per la cattura dei latitanti Bernardo Provenzano e Mattia Messina Denaro.

Già nell'udienza del 23 maggio scorso il Pubblico ministero Pierangelo Padova aveva richiesto l'assoluzione dei due imputati. Oggi è un giorno storico per chi sostiene i due militari e per l'Italia intera che ci dà la certezza del fatto che i due militari sono stati ostacolati mentre lavoravano alla cattura dei pericolosi latitanti Bernardo Provenzano e Mattia Messina Denaro (quest'ultimo, ancora oggi, a piede libero ).

Le accuse sono cadute. Il fatto non sussiste. Una liberazione per Masi e Fiducia che sono sempre rimasti increduli davanti a quelle accuse così infamanti. Accuse inesistenti alle quali oggi bisognerebbe dare un perché senza dimenticare di chiedere scusa.

Parole importanti arrivano dal magistrato Nino Di Matteo riportate da Repubblica: "Sono stato sempre convinto dell'onestà, del coraggio e della correttezza del maresciallo Masi".