Baio denunciava i boss che la stessa squadra mobile di Siracusa proteggeva?

VIDEO-INTERVISTA. Le indagini faranno il loro corso. Fino ad ora quasi nessuno ha protetto e tutelato Jvan e la sua famiglia, anche da pesantissime minacce di morte perché alle sue denunce non è stato dato seguito.

Le denunce di Jvan Baio, ex dipendente della multinazionale Isab Lukoil a Siracusa, insabbiate, senza esito, prive di riscontro. Poche settimane fa la notizia che nessuno vorrebbe mai ascoltare (fatti, nomi e circostanze che Baio denunciava da anni!): sono stati arrestati e sono indagati donne e uomini delle forze dell’ordine, della squadra Mobile di Siracusa e del nucleo investigativo del Comando provinciale dell’Arma con accuse gravissime.

Dalle parole del collaboratore Francesco Cesco Capodieci, ex re dello spaccio a Siracusa, vi era con poliziotti e carabinieri indagati un costante e duraturo rapporto, con relativo scambio di informazioni. Una vera e propria collusione che garantiva reciproci vantaggi, anche cospicue dazioni di denaro. Sempre dalle indagini emergerebbe un ulteriore e gravissimo capo  di accusa: i poliziotti “infedeli” rivendevano al clan dei Capodieci lo stupefacente sequestrato che, quindi, veniva rivenduto a cifre maggiorate sempre a Siracusa nord, considerata una delle più grandi piazze di spaccio.

Quindi: Baio denunciava i boss che la stessa squadra mobile di Siracusa proteggeva?

Le indagini faranno il loro corso. Fino ad ora quasi nessuno ha protetto e tutelato Jvan e la sua famiglia, anche da pesantissime minacce di morte perché alle sue denunce non è stato dato seguito.

 

 

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