Basta uccidere animali per divertimento. Prosegue la mobilitazione referendaria

Ancora poche settimane per firmare e sostenere la richiesta di indire un referendum per l’abolizione della caccia. È possibile firmare nei banchetti, presso gli uffici elettorali del Comune (come a Vasto) e online.

Basta uccidere animali per divertimento. Prosegue la mobilitazione referendaria
fonte: pagina facebook Comitato Sì Aboliamo la Caccia

Le ultime settimane stanno vedendo una rinnovata e poderosa mobilitazione referendaria, centinaia di migliaia di italiani stanno sostenendo le richieste su temi forti e sentiti come «eutanasia legale» e «legalizzazione cannabis».

Proposte che ora si possono firmare anche online, lo strumento informatico è stato il volano del successo del secondo referendum che in una settimana ha raggiunto l’obiettivo delle 500.000 firme. Il minimo previsto dalla legge per poter chiedere l’indizione della consultazione.

Non sono queste le uniche mobilitazioni in atto, ormai da tantissime settimane (purtroppo senza la stessa visibilità mediatica e questo è dato su cui si dovrebbe riflettere) sono in corso raccolte firme anche per l’abolizione della caccia. C’è tempo fino al 20 ottobre per raggiungere l’obiettivo. È possibile firmare presso i banchetti organizzati in tutta Italia (l’elenco è in costante aggiornamento sulla pagina facebook https://www.facebook.com/ComitatoSiAboliamolaCaccia/ o presso gli uffici elettorali dei Comuni. Come a Vasto dove prosegue la raccolta dopo alcuni banchetti organizzati nel mese di Agosto, centinaia e centinaia i cittadini che hanno firmato dimostrando una forte convinzione e interesse.

Dato importante: una larga parte di queste firme sono di persone residenti anche in città lontane, la sensibilità e l’impegno civili non vanno in ferie neanche in vacanza. È possibile ora firmare anche online qui https://www.votarepa.it/app/voting?code=S63V146 

L’estate 2021, segnata anche dai devastanti incendi e dal terrore seminato da piromani e criminali di ogni tipo, sarà ricordata come la stagione in cui i cambiamenti climatici e il surriscaldamento del Pianeta stanno svelando tutta la loro devastazione, distruzione e pericolosità per la stessa sopravvivenza umana. Lo ha documentato anche uno studio pubblicato di recente dall’IPCC dell’Onu mentre l’associazione eco-pacifista PeaceLink ha definito sempre più vitale lo stop al “climate monster” https://lists.peacelink.it/ecologia/2021/08/msg00007.html 

Sicuramente incolpevoli, al contrario di una parte importante del genere umano, e sofferenti in maniera atroce, dilaniante e insopportabile tutto il resto del regno animale. Troppo spesso gli “uomini” si dimenticano che non sono gli unici presenti sul Pianeta Terra e un ottuso e arrogante antropocentrismo omette che il genere umano è solo una piccola, per quanto la più devastante e predatrice, parte del vastissimo regno animale. Esistono tantissime altre creature, che hanno diritto di esistere e che sicuramente non hanno nessuna colpa per i cambiamenti climatici e ogni saccheggio e devastazione ambientale. La specie umana è, in più, l’unica esistente guerrafondaia e che uccide altre specie animali anche solo per sport e divertimento.

Di fronte alla terribile sofferenza che la fauna ha vissuto in questa torrida estate, in tanti territori molte voci hanno chiesto lo stop all’apertura della stagione venatoria. E, trentuno anni dopo, un’ampia coalizione di associazioni, comitati e movimenti si sta mobilitando per la proposta di referendum per abolire la caccia.

«L’obiettivo è quello di eliminare la caccia ludico-sportiva su tutto il territorio italiano» ha sintetizzato la proposta in una recente intervista televisiva Olimpia Storoni del Comitato Si Aboliamo la Caccia https://youtu.be/-bPdB1t7HSE .

«La caccia è un’ampia fonte di inquinamento del territorio, sia per i rifiuti (come le cartucce che rimangono disseminate nei terreni) che per l’inquinamento da piombo subito dai terreni – ha evidenziato Olimpia Storoni nell’intervista – In secondo luogo per una questione di conservazione della fauna che, come documentano le ricerche dell’ISPRA, è in sofferenza per il 53% delle specie terrestri. In terzo luogo per una questione di sicurezza delle persone, soprattutto chi vive in campagna e chi vuol fruire della natura mediante sport naturali».

Se accolta, leggiamo sul sito nazionale qui https://www.referendumsiaboliamolacaccia.it/wp-content/uploads/2021/07/abrogazione-attivita-venatoria.pdf del Comitato, la proposta referendaria «dovrebbe liberarci dalla presenza dei cacciatori e consentirci di godere a pieno la meravigliosa natura di ognuna delle nostre Regioni italiane senza il timore di uscire feriti, o peggio, da una passeggiata e senza l’inaccettabile annosa devastazione della fauna selvatica del nostro paese».

Per approfondire ogni aspetto della proposta ed informarsi su come sostenerla e firmare c’è il sito nazionale https://www.referendumsiaboliamolacaccia.it , dove è disponibile anche la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (avvenuta il 22 maggio scorso) dell’annuncio di richiesta del referendum abrogativo https://www.referendumsiaboliamolacaccia.it/wp-content/uploads/2021/07/richiesta-abrogativa-depositata-21_5_21.pdf che permette di conoscere tutti i dettagli della proposta.

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