Bella Sicilia da leggere

Generalmente i siciliani sono soliti prendersi qualche libertà di linguaggio, specialmente nei momenti d'ira, nei litigi, nelle conversazioni cameratesche.

Bella Sicilia da leggere

Il siciliano, formatasi letterariamente nel tredicesimo secolo alla corte palermitana dell’imperatore Federico II di Svevia, derivata dal latino; oltre che prima lingua italiana (come afferma il sommo poeta Dante Alighieri) è stato anche lingua ufficiale di Stato; ha realizzato nei secoli una ricchissima produzione letteraria, mantenendo la sua struttura ed uniformità linguistica, pur arricchendosi di nuovi termini ed espressioni. La Regione siciliana ha emanato ultimamente una legge che impone l’insegnamento di lingua, storia e letteratura siciliana in tutte le scuole dell’Isola (L. 31 maggio 2011 n.9).

La Casa Editrice Armenio ha pubblicato un gruppo di libri scritti in lingua siciliana, con relativa traduzione in italiano e con immagini e disegni relativi al poliedrico mondo siciliano: Frammenti di cultura popolare; Indovinelli siciliani; Agrimesi; Scioglilingua, filastrocche, contrasti, mottetti siciliani; Vastasarie. Frammenti di cultura popolare contiene un`ampia ed interessante raccolta di scongiuri, credenze, superstizioni, giuramenti, imprecazioni, esclamazioni, espressioni tipiche e di rassegnazione, scherzi di parole, parabole, giochi, curiosità, consigli di medicina naturale popolare.

Di ogni brano o espressione caratteristica è fornita la traduzione in lingua italiana e la relativa spiegazione del significato reale o metaforico. Il volume Indovinelli siciliani, contiene ‘nduvinagghi ossia espressioni della saggezza popolare, costituite da brevi enigmi, formati da strofette o enunciati in forma narrativa e generalmente con parole equivoche o ambigue o con una perifrasi riguardante la cosa da indovinare. Gli indovinelli si riferiscono a cose comuni e semplici e sono rivestiti di sottile metafora; inoltre costituiscono dei passatempi per i bambini o anche elementi di gare tra le persone adulte. Alcuni indovinelli sembrano espressi con termini poco urbani o a doppio senso, ma chi ha animo puro li accetta come sono; in ogni caso chi li propone avverte, se lo ritiene, che: “Pi lu nomu di la Nunziata non è cosa mala pinzata! (In nome della Madonna Annunziata non è cosa pensata male) oppure: Absit iniuria verbis (Non ci sia offesa nelle parole). Il libro Agrimesi annota come nello scorrere dei secoli l`economia siciliana si è basata sull`agricoltura, sull'artigianato, sulla pesca sull’allevamento del bestiame e meno sull’attività artigianale e industriale. I proverbi e i modi di dire, ricadenti nei vari mesi dell’anno, sono essenzialmente di carattere agreste e tendono all’interpretazione di specifici eventi meteorologici o lunari, influenzanti il decorso climatico o l’andamento della vegetazione e delle colture agricole pastorali; inoltre, derivando dall’esperienza, essi mirano a fornire i dettami per l’esecuzione delle varie specifiche operazioni agricole. Per favorire a tutti la comprensione del siciliano vi è la traduzione in lingua italiana, è fornita l'esplicazione del significato, è registrata la corrispondente espressione italiana e, ove riscontrata, anche quella di origine latina o greca.

Scioglilingua, filastrocche, contrasti, mottetti siciliani contiene una ricca raccolta di questi specifici elementi, frutto di anni di trascrizioni secondo quanto derivato dalla propria memoria o dalla viva voce della gente di tutti i ceti sociali; inoltre il volume presenta la traduzione letterale in italiano e, ove necessario, l’esplicazione del significato. Vastasarie contiene termini o modi di dire licenziosi tipici del parlare comune in cui capita di esprimersi in modo libero e marcato per rendere meglio il concetto o più colorita la frase, oggi in uso anche nei moderni mezzi di comunicazione di massa.

Generalmente i siciliani sono soliti prendersi qualche libertà di linguaggio, specialmente nei momenti d'ira, nei litigi, nelle conversazioni cameratesche. Talora per scusarsi e per farsi perdonare il vocabolo o la frase volgare, si premette al proprio dire: Scusannu 'a frasi (Scusando il modo lascivo di parlare) oppure adoperando qualche dotta espressione si dice: Sit venia verbo (Mi sia scusato il dire). Questa raccolta contiene pure la traduzione in italiano, l`esplicazione del significato o le corrispondenti espressioni italiane e latine.