Best Hospital del mondo 2021: figurano sette ospedali italiani tra i primi cento

E’ ora di adottare politiche sanitarie che consentano anche ai molisani la prevenzione e cura delle malattie in modo dignitoso. E’ cambiato il Governo e la fiducia di molti italiani sembra riposta su Draghi che sembrerebbe in grado, per esperienza capacità organizzative e prestigio internazionale, di guidare il Parlamento a gestire al meglio “ricovery found” “ricovey plan”.

Best Hospital del mondo 2021: figurano sette ospedali italiani tra i primi cento

Come ogni anno, lo storico magazine statunitense 'Newsweek', in collaborazione con Statista Inc. stila una classifica per valutare quali sono i migliori ospedali del mondo.

Da questa classifica risulta che al primo posto in Italia c’è la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs di Roma. Inoltre, tra i best hospital del mondo 2021 figurano 7 ospedali tra i primi 100: oltre al Gemelli (primo in Italia e 45esimo nel ranking mondiale) si segnalano il Policlinico Sant'Orsola Malpighi di Bologna (52esimo posto) il Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano (72esimo posto), l'Istituto clinico Humanitas di Rozzano, Milano (79esimo), l'Irccs Ospedale San Raffaele di Milano (88esimo), l'Irccs Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia (93esimo) e l'Azienda ospedaliera di Padova (98esimo posto).

La classifica tiene conto dell'eccellenza delle cure erogate, della presenza di medici di chiara fama, di uno staff infermieristico di prima qualità e di un'offerta di tecnologie all'avanguardia.

Bella soddisfazione, per gli italiani; ma per tutti?

Pe quelli che vivono nel Centro-Nord sicuramente. Non è mia intenzione piangermi addosso e fare discorsi campanilistici, ma sembra proprio che in Italia “non siamo tutti figli a DIO”. Probabilmente le cose non stanno proprio così e anche nelle regioni del Sud ci sono strutture dignitose e, per alcune specialità, anche all’avanguardia.

Ma questo non basta se come è accaduto nella nostra regione, durante questa pandemia, i dati sanitari hanno messo a nudo criticità che si trascinano da anni.

E’ ora di adottare politiche sanitarie che consentano anche ai molisani la prevenzione e cura delle malattie in modo dignitoso. E’ cambiato il Governo e la fiducia di molti italiani sembra riposta su Draghi che sembrerebbe in grado, per esperienza capacità organizzative e prestigio internazionale, di guidare il Parlamento a gestire al meglio “ricovery found” “ricovey plan”.

Bisogna fare in modo, però, che non rimangano solo termini esotici (per molti italiani sarebbe più comprensibile che si dicesse fondi di recupero o piano di risanamento), per coprire le solite manfrine.

Se i nostri rappresentanti politici vogliono veramente il bene della nostra regione, devono dimostrarlo cogliendo tutte le opportunità per avviare un piano di risanamento che ci permetta di recuperare per lo meno in parte il divario con le regioni più lungimiranti.

Sarebbe opportuno che ricordassero al Presidente del Consiglio che il Molise esiste.

Ma, principalmente per le iniziative di singoli cittadini ed associazioni, operatori economici e turistici che si adoperano per tenerlo in vita.

Occorre invece che la politica molisana e quella nazionale, comincino a tararsi effettivamente sugli interessi dei cittadini e collaborino per pensare ed effettuare piani seri e sostenibili finanziariamente. Adatti a sostenere uno sviluppo socio-economico-sanitario indirizzato a tutti cittadini molisani e non solo ai “soliti…. noti”. 

dott. Regolo Ricci