Brescia, un anno dopo

COVID. Un anno dopo, stessa comunicazione. Stessa gestione. Forse, se non si son fatti passi avanti qualcosa è andato storto. Oggi ai cittadini bresciani viene chiesto un ulteriore enorme sforzo, che pesa parecchio. La maggior parte delle famiglie bresciane nel giro di poche ore dovrà incastrare la mancanza di asilo nido, scuole materne, elementari e medie.

Brescia, un anno dopo
Brescia, in fascia arancione rafforzata (ph Ansa)

La comunicazione di passare da zona gialla a zona arancione rinforzata, così è stata definita, nel giro di poche ore lascia molte perplessità. Non sulla legittimità della decisione, i dati parlano e il settore sanitario è allo stremo. Ma questa comunicazione arriva esattamente un anno dopo da quell'annuncio indimenticabile della chiusura della scuole nel 2020. Quando non sapevamo bene a cosa si stava andando incontro, quando organizzazione e paura erano nell'aria di fronte ad uno sconosciuto virus che non si sapeva come gestire.

Un anno dopo, stessa comunicazione.
Stessa gestione.

Forse, se non si son fatti passi avanti qualcosa è andato storto.
Oggi ai cittadini bresciani viene chiesto un ulteriore enorme sforzo, che pesa parecchio.
La maggior parte delle famiglie bresciane nel giro di poche dovrà incastrare la mancanza di asilo nido, scuole materne, elementari e medie.

Il mondo della ristorazione per l'ennesima volta si ritrova su un'altalena che ancora non riesce a stabilizzarsi e che non trova pace per la propria attività già messa in ginocchio. Centinaia di attività sono precarie, settori completamente abbandonati.
Cercare colpe a poco serve, chiedersi quali assembramenti potevano essere evitati, quale decisione poteva incidere più di un'altra, arrabbiarsi per tutti gli errori commessi e ufficialmente dichiarati. Mille le domande da porsi.
Di certo più che di colpe mi piacerebbe sentire di più parlare di responsabilità.

Credo che tutti, a prescindere dalle decisioni odierne, avrebbero voluto un lavoro di rinforzo sulla sanità in vista di queste seconde, terze o quarte ondate. L'organizzazione sui vaccini e più energie, tempo e risorse spese nella sanità e negli ospedali. Sicuramente sono stati raggiunti buoni obiettivi ma evidentemente non è abbastanza.

L'aspetto psicologico non può più essere sottovalutato. Ancora una volta si sta chiedendo al cittadino di piegarsi di fronte a questo enorme problema. Mettersi ancora in ginocchio ed abbassare saracinesche senza preavviso, mollare i compagni di scuola chiedendo alle famiglie di organizzare il proprio nucleo familiare con le risorse che ha a disposizione.

Il dizionario definisce la parola "responsabilità" con tale definizione: "Congruenza con un impegno assunto o con un comportamento, in quanto importa e sottintende l'accettazione di ogni conseguenza".

E' lecito e legittimo attivare misure restrittive per un quantitativo di casi così numericamente alti. Potrebbero esserlo maggiormente  se non fosse che la sensazione è essere esattamente come al punto di partenza.

 

WORDNEWS.IT © Riproduzione vietata