Calabria, due beni confiscati per l’emergenza

Come funziona la gestione sottratta alla ‘ndrangheta? Ne abbiamo parlato con il consigliere comunale di Reggio Calabria, Nancy Iachino, delega ai beni confiscati: « è stata resa operativa la formula dello smartworking, quindi i dipendenti stanno lavorando da casa garantendo il servizio. Ipotizzo che altri beni, nel caso in cui dovesse essere necessario, saranno messi tranquillamente a disposizione da parte della Anbsc».

Calabria, due beni confiscati per l’emergenza

È preoccupante ciò che ultimamente sta succedendo in Italia e anche nel mondo, per via della pandemia da Coronavirus. Non ce lo aspettavamo ed è un evento che sicuramente porterà squilibri economici nel nostro Paese, se ci si sofferma a parlare di Stato italiano.

Le mafie purtroppo prolifereranno ancor di più. Coglieranno l’occasione di avere tante persone in cerca di aiuti economici. Mafie che arriveranno bussando a varie porte e saranno così rassicuranti che qualcuno disposto a non morire di fame, acconsentirà ad esse. A tutti noi oggi spetta una grande sfida post Coronavirus. Una sfida economica, sociale e culturale. Dobbiamo, infatti, avere fiducia in uno Stato che forse spesso ci ha deluso, ma mai come oggi la nostra dignità di uomini e donne deve coincidere con il credere che lo Stato possa essere presente.

Cedere alle mafie, oggi, vorrebbe dire perdere quella dignità, vorrebbe dire scegliere la strada più facile. Più facile e però anche più pericolosa. Avere un prestito assicurato dalle mafie oggi vorrebbe dire trovarsi senza niente domani. Si chiama usura. Le mafie non fanno regali. Le mafie vogliono guadagnare. A cosa verrebbe loro in tasca se fossero veramente tanto gentili ed educate come sembrano? Niente.

La situazione non è facile ce ne rendiamo conto tutti. Ma insieme possiamo uscirne. Possiamo riflettere su di noi e sugli sforzi che le Istituzioni stanno facendo. Lo Stato non ci sta abbandonando e mai lo farà. Serve un nostro sforzo per capire i segnali positivi che ci sta dando. In merito a questo vorrei portare alla luce l’azione che l’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata (Anbsc); sede secondaria situata a Reggio Calabria, sta dando in questo momento grazie all’assegnazione temporanea e d’urgenza alla Regione Calabria di due immobili confiscati in via definitiva, per la gestione locale dell’emergenza da Coronavirus. Questo è un segnale forte in tema di utilità sociale. Non solo sul piano emergenziale, ma anche a livello culturale; ovvero non solo si sta dando la possibilità di avere posti letto per i pazienti, bensì si sta riutilizzando il bene per la cittadinanza.

Si stanno riutilizzando beni confiscati alla criminalità organizzata per delle vittime. Vi è dunque collaborazione tra diverse Istituzioni del territorio reggino e vorrei ora specificatamente addentrarmi nell’attività dell’Ufficio dei beni confiscati alla criminalità organizzata del Comune di Reggio Calabria, nel quale ho avuto la possibilità di lavorare per un anno dandomi la possibilità di capire il funzionamento dello stesso e di conoscere personalmente il fruttuoso lavoro del consigliere anziano del Comune di Reggio Calabria con delega ai beni confiscati, Nancy Iachino, oltre che alla minuziosa attività svolta dalla dirigente del Settore “Patrimonio ed Erp” e dalle responsabili dei Servizi che si occupano dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Perciò vorrei qui riferirmi al lavoro che l’Ufficio opera non solo dal punto di vista burocratico, bensì anche dal punto di vista attivo del coinvolgimento del cittadino.

L’amministrazione, infatti, con la deliberazione numero 218 del 13 dicembre 2016, ha approvato la struttura organizzativa deputata alla valutazione ed al coordinamento con gli indirizzi politici delle proposte di collaborazione provenienti dai privati in merito alla cura, valorizzazione e gestione di beni comuni e confiscati. Con la stessa deliberazione sono state definite le procedure amministrative in capo a diversi uffici, tra cui quello che qui ci interessa. Il Coordinamento delle attività amministrative è demandato al settore comunale “Risorse Umane e Patrimonio collettivo” (oggi Settore Patrimonio ed Erp). A questo punto vorrei porre alcune domande al consigliere comunale Nancy Iachino, in merito all’attività dell’Ufficio in questo periodo.

In tempi difficili come questi, l’Ufficio è attivo?

«Per quanto riguarda il funzionamento dell’Ufficio dei beni confiscati, anche in questo, come negli altri settori, è stata resa operativa la formula dello smartworking, quindi i dipendenti stanno lavorando da casa garantendo il servizio, l’avanzamento delle pratiche di competenza e lo svolgimento di tutte le funzioni amministrative utili a procedere con il nostro lavoro. Gli uffici sono fisicamente chiusi ma i funzionari addetti stanno continuando a lavorare da casa. Frequenti sono i momenti di confronto anche con la parte politica, ossia con la mia figura».

In caso vi sia necessità pensi che l’Anbsc possa dare la possibilità di utilizzare altri beni di confisca definitiva a Reggio Calabria per le vittime di Coronavirus?

«L’Agenzia dei beni confiscati ha già messo a disposizione per esigenze legate all’emergenza, due beni confiscati a livello regionale, uno di questi proprio a Reggio Calabria. Si tratta di una nota struttura ricettiva, per la quale ancora non si era pensato ad una destinazione specifica e pertanto ancora nella piena disponibilità dell’Agenzia dei beni confiscati. A giudicare dalla rapidità con cui si è proceduto a questa destinazione, immediatamente rispetto alla richiesta da parte della Regione Calabria, ipotizzo che altri beni, nel caso in cui dovesse essere necessario, saranno messi tranquillamente a disposizione da parte della Anbsc. Ovviamente anche il Comune di Reggio Calabria è impegnato in prima linea per quelle che sono le sue competenze, ridotte sul fronte sanitario ma ampie e ad oggi ben gestite, sul fronte del welfare ed altre esigenze essenziali della vita cittadina. Per quanto ancora non si sia reso necessario, anche il settore Beni confiscati è a completa disposizione nel caso in cui dovesse sorgere l’esigenza di utilizzare un bene confiscato rientrante nel patrimonio comunale, per fronteggiare al meglio l’emergenza in atto. Quindi anche il Comune, oltre l’Agenzia dei beni confiscati, è a completa disposizione nel caso in cui fosse necessario destinare un bene specifico a questo scopo. Attualmente a me non risulta che ci siano beni riconvertibili rapidamente a scopi sanitari, quindi l’ipotesi di un immediato utilizzo è abbastanza remota. Ma in tempi adeguati e sopratutto potendo contare risorse adeguate, la disponibilità è massima e concreta».

Conclusa, si spera presto, l’emergenza, si potranno creare ulteriormente nuove sedi ospedaliere per migliorare ed innovare la sanità in Calabria, utilizzando i beni confiscati alla criminalità organizzata?

«A livello di gestione di patrimonio comunale, mai si è percepita come attuale e struggente l’esigenza di guardare anche a questo genere di necessità. Fino a questo momento la valorizzazione del patrimonio di beni confiscati ha guardato ad esigenze percepite come più urgenti. Così, fra progetti già realizzati e quelli ancora in corso di realizzazione, gli obiettivi fondamentali hanno riguardato la possibilità di dare spazi alle associazioni, alloggi destinati ad emergenza abitativa, contrasto alla violenza di genere, assistenza ai senzatetto. Mai ad emergenze di natura sanitaria. È ovvio che l’esplosione della pandemia abbia sensibilizzato un po’ tutti rispetto a certi temi e se fino a qualche tempo fa l’ipotesi di una emergenza di tal genere sembrava più distante dalla realtà, oggi dobbiamo ricrederci. Non è dunque da escludere che in un futuro la gestione di beni confiscati tenga conto anche di questa esigenza, quindi da questo punto di vista non si resta indifferenti rispetto ad prospettiva che, ripeto, forse fino a qualche tempo fa si percepiva come meno realistica».