Carcere di Carinola: prosegue lo stato di agitazione sindacale sospeso a livello regionale

EMERGENZA SANITARIA. Dopo l’incontro con il Provveditore Sinappe e FP Cgil comunicato la sospensione dello stato di agitazione con l’eccezione dell’istituto di Carinola, dove drammatica è la situazione da settimane. In Abruzzo focolaio del nuovo coronavirus anche nel carcere di Pescara: in poche settimane saliti da 8 a 30 i detenuti positivi.

Carcere di Carinola: prosegue lo stato di agitazione sindacale sospeso a livello regionale

Gli istituti penitenziari continuano a confermarsi uno dei luoghi più fragili e a rischio per l’emergenza sanitaria. Luoghi che già scontano decenni di non politica e non gestione, in balìa di spesso opinabili scelte dei governanti del momento senza nessuna seria programmazione e visione.

Una «durissima trincea» ha definito le carceri nei giorni scorsi il vice segretario regionale Abruzzo del Sinappe, sindacato nazionale autonomo Polizia Penitenziaria, Alessandro Luciani. La situazione è allarmante nella regione adriatica, come abbiamo già raccontato lo scorso 18 febbraio riportando le gravi notizie provenienti dagli istituti di Lanciano e Chieti e dell’interrogazione parlamentare presentata dalla deputata Daniela Torto del Movimento 5 Stelle.  

Un focolaio è esploso anche nel carcere di Pescara, dove sono 287 i detenuti presenti e 115 i poliziotti penitenziari in servizio. Dovrebbero essere 166 gli agenti, ha sottolineato Luciani, ma «mancano 87 agenti all’appello». In poche settimane i detenuti positivi al covid19 sono passati da 8 a 30, 22 nella prima sezione giudiziaria e 8 nella prima sezione penale. Nelle scorse settimane dopo le proteste sindacali sono arrivate tute e mascherine ed è stata terminata la campagna vaccinale del personale e dei detenuti.

Drammatica è la situazione nell’istituto penitenziario di Carinola, in Campania. Nelle scorse settimane i sindacati penitenziari hanno denunciato condizioni gravissime di lavoro, il mese scorso in pochi giorni l’emergenza sanitaria ha strappato alla vita due agenti, l’ispettore Giuseppe Matano e l’assistente capo Angelo De Pari. I sindacati di polizia penitenziaria hanno proclamato lo stato d’agitazione e inviato una durissima lettera al Capo del DAP (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria) Bernando Petralia.

Il 12 marzo le segreterie regionali di Sinappe e FP CGIL, al termine di un incontro con il Provveditore hanno reso noto in  un comunicato stampa che «molteplici le argomentazioni poste al tavolo con particolare riferimento alle forti criticità che i poliziotti penitenziari sono costretti ad affrontare quotidianamente amplificatesi in questo periodo di emergenza sanitaria», «la richiesta di una verifica della corretta applicazione delle misure e di prevenzione connesse al rischio di diffusione del contagio da COVID-19, sia in termini di tutela sanitaria che organizzativa», di non avere intenzione di sottrarsi al confronto periferico con le varie direzioni, ma chiediamo che i protocolli sanitari e organizzativi sottoscritti siano effettivamente applicati e non restino lettera morta» e il «ripristino delle corrette relazioni sindacali da parte delle varie direzioni, negli ultimi tempi sempre più diradate».

«C’è urgente necessità di una rivisitazione delle organizzazioni del lavoro locali, ormai superate dal nuovo Protocollo di Intesa Regionale, sottoscritto da oltre quattro mesi e non ancora decollato in ambito locale» sottolineano i due sindacati e il ricevimento delle loro proteste da parte del Provveditore che, durante l’incontro, ha sottolineato «che non saranno tollerati segnali di disattenzione rispetto ai temi esposti e che gli atti sottoscritti devono essere concretamente osservati ed applicabili nell’immediato», l’annuncio del piano vaccinale degli agenti di polizia penitenziaria, «l’avvio di un’attività di verifica finalizzata ad accertare eventuali errori nella gestione dell’emergenza sanitaria presso la C.C. di Carinola, in considerazione degli ultimi tragici eventi verificatisi ribadendo la necessità di applicare in maniera stringente i protocolli sanitari».

Al termine dell’incontro Sinappe e FP CGIL «in considerazione delle rassicurazioni fornite dal massimo vertice regionale» hanno deciso di sospendere lo stato di agitazione «per senso di responsabilità e al fine di favorire il ripristino delle corrette relazioni sindacali e l’avvio delle trattative su temi delicati quali la mobilità, gli interpelli e la ridefinizione delle organizzazioni del lavoro». Lo stato di agitazione proseguirà, invece, nei confronti della Casa Circondariale di Carinola dove «si resta in attesa delle verifiche annunciate dal Provveditore».

«In considerazione della delicatezza del momento e dell’esigenza di un confronto che si auspica leale e costruttivo – le segreterie regionali dei due sindacati - hanno deciso di ricompattare il tavolo negoziale rimuovendo la pregiudiziale dei tavoli separati – sottolineando che rimarranno ovviamente vigili nel proseguire l’azione sindacale - a tutela e salvaguardia delle condizioni lavorative e del benessere dei poliziotti campani».  

 

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