CASO VASSALLO. Gerardo Spira risponde alle parole del sindaco di Agropoli

Abbiamo ritenuto di sentire l’avvocato Gerardo Spira che è stato direttore generale del Consorzio CORISA 4 a partire dal 2002. L’avvocato Spira, interpellato, precisa che già ha risposto alla stampa sull’argomento e che a suo avviso le parole del Sindaco di Agropoli Coppola, vengono ritenute dagli interessati, “come un segnale oscuramente minatorio.”

CASO VASSALLO. Gerardo Spira risponde alle parole del sindaco di Agropoli
Gerardo Spina

A seguito dell’accesso scambio tra la consigliera di opposizione Gisella Botticchio e il sindaco di Agropoli Adamo Coppola, nel consiglio comunale del 24 aprile, le dichiarazioni di quest'ultimo non sono passate inosservate, provocando prevedibili reazioni nelle persone citate dal primo cittadino. Anzi, le persone chiamate in causa, hanno attenzionato Procura e Commissione antimafia

Il Presidente della Fondazione, Dario Vassallo, fratello del Sindaco di Pollica barbaramente assassinato il 5 settembre 2010 e il Presidente del Consorzio CORISA4 Ermino Signorelli, hanno risposto con comunicati raccolti da stampa e diffusi sul web.

A tal proposito abbiamo ritenuto di sentire l’avvocato Gerardo Spira che è stato direttore generale del Consorzio CORISA 4 a partire dal 2002. L’avvocato Spira precisa che già ha risposto alla stampa sull’argomento e che a suo avviso le parole del Sindaco di Agropoli Coppola, vengono ritenute dagli interessati, “come un segnale oscuramente minatorio.”

Avvocato vuole chiarire la vicenda del Consorzio sia relativamente alla sua costituzione che al funzionamento di tale organo?

«Il Consorzio Corisa 4 era uno dei 18 istituti nella Regione Campania, con legge regionale n.10/93, su delega della legge dello Stato, per far fronte all’emergenza rifiuti, coordinata dal Commissario straordinario di governo, insediato a Napoli. Il nostro Consorzio comprendeva un bacino di utenza di 49 comuni. La legge, n.10(art.6) prevedeva testualmente che “i Comuni della regione Campania erano obbligati ad avvalersi in via esclusiva per lo svolgimento dei servizi di raccolta differenziata, dei consorzi costituiti secondo la legge n.10, obbligati a utilizzare lavoratori assegnati in base all’ordinanza del Ministero dell’Interno, delegato dalla Protezione Civile”.»

Come funzionava?

«Il Presidente Erminio Signorelli, nella sua dichiarazione su fb, ha chiarito molto bene questo aspetto. I lavoratori venivano assegnati dal Commissario straordinario attraverso le graduatorie regionali. Al nostro Consorzio furono mandati infatti molti lavoratori di Napoli.

Quindi il consorzio era un Ente pubblico obbligatorio, istituito con legge; i lavoratori venivano estratti dalla graduatoria pubblicate in tutte le province e le funzioni erano previste nella legge. I Sindaci sempre per legge erano i rappresentanti nell’assemblea che partecipavano per le scelte e le decisioni della impiantistica e approvazione del bilancio e dei rendiconti. La gestione delle attività dei servizi era affidata al Comitato di gestione (di cui non faceva parte alcun Sindaco).»

Cosa è avvenuto con la fine della fase emergenziale?

«Nel 2009 con legge fu chiusa la fase straordinaria e affidato alle province il compito di nomina dei Commissari liquidatori delle attività pregresse. Con delibera n. 11 del 24 febbraio 2010 Il Comitato di gestione del Consorzio, sulla scorta delle relazioni dei revisori straordinari, del supporto tecnico del commercialista e del funzionario responsabile del servizio finanziario approvò il rendiconto di bilancio pregresso al 31 dicembre 2009. Il conto si concluse con un avanzo di amministrazione di oltre 3 milioni di euro. Il Consorzio da qualche anno aveva acquistato, attraverso un’asta del tribunale, un capannone di circa 1000 m.2 coperto, per organizzare nel territorio un progetto di smontaggio degli ingombranti, riciclo e riuso. Progetto –occasione per i lavoratori. Risulta che il capannone viene usato per ricovero dei mezzi.»

Vi erano controlli sul funzionamento del Consorzio?

«Le attività del Consorzio erano per legge vigilate e controllate, oltre che svolte in forma pubblica, approvate dall’assemblea dei 49 Comuni (per quota di partecipazione, rappresentate da Sindaci di colori politici diversi.  La gestione nell’anno 2008 fu sottoposta a ispezione della presidenza del Consiglio dei ministri attraverso un esame dei documenti che durò molto tempo. Visita che fu richiesta proprio dal Comitato di gestione.» 

Il sindaco Coppola lo definisce un “carrozzone”, per poi chiarire quando lo abbiamo contattato, che voleva sottolineare l' elevato numero di assunti. Cosa ne pensa?

«Può essere definito tale qualche esempio che circola nel nostro territorio, che risulta evidenziato anche dalla Corte dei Conti, con rilievi molto appropriati.

Ritengo, quindi, di dover rendere pubblica una dichiarazione, a tutela della mia immagine pubblica e del mio impegno reso nella P.A, molto nota negli scritti e negli atti dei comuni in cui sono stato come funzionario. Il mio dovere di pubblico funzionario non si è solo limitato al controllo degli atti compiuti, ma è andato sempre oltre. Tanto è vero che, una volta accettato l’incarico, mi sono sempre preoccupato di mettere ordine nel sistema delle contabilità degli Enti e di mettere in equilibrio i conti. Ho sempre lasciato i comuni con avanzo di amministrazione e fondo di cassa attivo, cioè con soldi. Anche il Comune di Agropoli, dove fui chiamato come assessore al bilancio, alle finanze e al personale, fu salvato negli anni 1998-1999, da una disastrosa situazione debitoria, curando di adeguare il sistema contabile alla normativa EU. In questo Comune il mastro di contabilità seguiva un metodo da anni 50. L’ultimo esercizio fu chiuso con un avanzo di amministrazione di oltre due miliardi e mezzo di vecchie lire. Fu recuperata la capacità di indebitamente che ha permesso poi all’amministrazione di progettare e realizzare programmi in ritardo da anni.»

Coppola si è espresso con parole forti nei confronti del Sindaco Angelo Vassallo, dicendo che era un “nemico di Agropoli “ e insinuando che la sua storia non è tutta “rose e fiori": cosa si sente di rispondere? E come giudica il suo operato come primo cittadino di Agropoli?

«Il Sindaco di Pollica è un esempio di valore elevato tra gli amministratori pubblici, per competenza, correttezza e capacità amministrativa. La contabilità pubblica é cosa seria e di grande responsabilità. Il bilancio del Comune di Agropoli, mia città natale, gestita dal signor Coppola, cammina in affanno e pericolosamente sulla china del burrone. Questo signore, vestito sindaco, revisore contabile, così si dice, ha approvato con la sua maggioranza il bilancio del 2020 a fine dicembre, a chiusura esercizio di fatto, con i soli controlli interni, e contro il parere contrario del collegio dei revisori. Clamorosa notizia per la città di Agropoli che entrata nella storia per la prima volta, come Comune segnalato. Approvazione con il voto contrario dell’opposizione. Un atto doloso in danno della città. Doloso perché lo sapevano e ciò nonostante lo hanno fatto con cosciente volontà. I paragoni col Sindaco di Pollica sono insostenibili per valore culturale di rigore nei confronti della cosa pubblica.»

Spira chiude dicendo che le polemiche nella vita amministrativa tendono a distrarre i cittadini dai veri problemi. Per quanto gli riguarda più specificatamentri afferma "io ho chiuso con i residui di una certa cultura il 25 aprile 1945”

 

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