Che cos'è la destra, cos'è la sinistra...

CI MANCAVA LA CENSURA: cancellato "Mistero Buffo" di Dario Fo.

Che cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Dario Fo (corriere.it)

Non esistono più le mezze stagioni. E neanche le ideologie: basta con la destra, basta con la sinistra... Concetti ormai obsoleti.
E se i vecchi schemi della politica di un tempo sembrano oramai superati, per noi "nostalgici" della buona politica parlare di destra e sinistra un senso ancora lo avrebbe, eccome.

Tuttavia questo doppio binario viene meno quando si tratta di disquisire su mala gestione, corruzione, malaffare, incapacità e leggi sbagliate: allora qui non esiste più bandiera.

Un grande esercito di incompetenti (spesso in malafede), muove le fila della pubblica amministrazione. 
Nella verde ex comunista Umbria tutto ciò è particolarmente interessante: dopo decenni di governo della sinistra, a seguito di ingenti danni e manifesta incapacità, un elettorato sempre più spazientito ha tradito il partito di appartenenza virando inesorabilmente a destra.

Si è iniziato dai Comuni più o meno grandi, per arrivare ad entrambi i capoluoghi di provincia Terni e Perugia, amministrati ora da giunte di destra. In Regione una pupilla del Matteo lombardo è ora alla guida della giunta umbra.
Come cambiano i tempi!

Se è diventata, ormai, un lontano ricordo l'ordinanza del sindaco di Assisi, di circa 3 anni fa, con la quale nella terra tanto cara al Santo Francesco, è stato vietato l'accattonaggio da parte dei mendicanti nei pressi dei luoghi di culto (in applicazione decreti sicurezza di salviniana memoria), con la motivazione "per la tutela del decoro urbano e della sicurezza" (San Francesco era povero mica un accattone); molto più fresca, appena di qualche settimana fa, è invece la delibera della Giunta della governatrice Tesei in materia di aborto farmacologico.

Lei, da donna, avrebbe voluto imporre alle donne umbre un ricovero ospedaliero di 3 giorni in caso di aborto farmacologico. Per la gravità dell'argomento e a seguito di una importante mobilitazione delle donne e delle associazioni umbre e non solo, la questione è stata portata all'attenzione del Ministro della Salute Roberto Speranza il quale ha chiesto parere al Consiglio Superiore di Sanità.

Le nuove direttive ministeriali chiedono alla governatrice dell'Umbria di cancellare la vergognosa delibera ed adeguarsi alle linee guida, rimuovendo così l'obbligo del ricovero e permettendo alle donne di ricorrere all'aborto farmacologico, assolutamene sicuro, riconosciuto dal Consiglio Superiore.

Una scelta insensata quella della giunta umbra, che avrebbe fatto ripiombare la regione, in tema di aborto, in un pericoloso oscurantismo.

Tuttavia, nonostante l'intervento del Ministro, scopriamo - in questi giorni - che nulla è stato ancora modificato, creando grossa confusione in una materia delicatissima.

Ma l'Umbria verde - ex rossa - non si ferma qui e per convalidare la tesi della cattiva politica bipartisan fa ancora di più.

L'amministrazione comunale di Massa Martana, un comune di 3700 anime in provincia di Perugia, ha vietato di portare in scena come evento inserito nel festival “Notti in massa”, lo spettacolo teatrale di Dario Fo “Mistero buffo”: secondo la fantasiosa interpretazione degli amministratori locali, il testo avrebbe urtato la sensibilità degli spettatori di fede cattolica.

A denunciare la cosa sono stati gli stessi organizzatori del Festival (totalmente estranei alla censura), insieme al regista Eugenio Allegri e all'attore Matthias Martelli.

Dario Fo, premiato con il Nobel, scrisse questa opera nel lontano 1969 e da allora è stata messa in scena ovunque. Questa la motivazione del Nobel riconosciuto al grandissimo genio: "...per il suo coraggio nell'emulare giullari flagellando le autorità e sostenendo la dignità degli oppressi". Quante risate si starà facendo nel vedere tanta meschina ottusità!

Che poi un sindaco del PD di un borgo umbro riesca ad arrivare a tanto è un fatto che non dovrebbe farci sorridere poi molto. La censura non ha colore politico, è un fatto grave, ignobile, pericoloso. La censura della politica sull'arte ha dentro di sé la misura della pochezza umana, politica, sociale di chi non tollera la satira, di chi conosce poco la storia dell'umanità, di chi ha l'arroganza di voler zittire l'arte, gli artisti, la vita.