«Ci sono uomini dello Stato che hanno tradito lo Stato»

OMICIDIO VASSALLO. «Alcuni uomini politici sono complici morali di questo omicidio; dovrebbero finalmente dire la verità non più solo a noi fratelli, ma a tutti i cittadini per bene che chiedono risposte. Il nostro dolore è diventato un dolore nazionale.»

«Ci sono uomini dello Stato che hanno tradito lo Stato»

ROMA. Si è svolta in una location insolita e meravigliosa, la Chiesa di Sant'Ignazio, la presentazione del libro La Verità Negata. Chi ha ucciso Angelo Vassallo il sindaco pescatore, scritto dal fratello Dario Vassallo e dal giornalista Vincenzo Iurillo,edito da PaperFirst.

Un incontro con tante testimonianze, uno dei tanti appuntamenti previsti, per parlare dell’omicidio del sindaco di Pollica avvenuto la notte del 5 settembre 2010 e di dieci anni vissuti alla ricerca di una verità ancora negata.

 

Ad aprire l’incontro l’attore Ettore Bassi (nella foto in alto) che, da alcuni anni, porta in scena la storia di Angelo Vassallo. «Ho letto Il sindaco Pescatoreha spiegato -, il primo libro scritto da Dario Vassallo e ne ho fatto uno spettacolo teatrale. Più di 150 rappresentazioni che riprenderanno spero presto. Da attore mi piace, soprattutto, parlare dell’aspetto umano di Angelo Vassallo, mi sono appassionato alla sua storia ed è nato in me il desiderio di portare questa vicenda in giro per il Paese. In questa avventura si è creato qualcosa di speciale e tanti tasselli si sono assemblati in maniera perfetta. L’idea di coinvolgere i ragazzi delle scuole, farli salire sul palco: la storia di Angelo è il punto di forza dello spettacolo». Bassi ha letto un passaggio del libro molto toccante, quello nel quale l’autore ripercorre la notte in cui viene a sapere dell’omicidio di Angelo: la disperazione, lo sgomento, il lungo e a tratti surreale viaggio verso Pollica insieme a Massimo.

 

Poi ha preso la parola Marco Lillo giornalista del Fatto Quotidiano, del libro. «Quando ho incontrato Dario Vassallo non conoscevo a fondo la storia di Angelo. In un primo momento me ne sono vergognato, come stampa nazionale avevamo tutti preso sottogamba questa vicenda. Ho letto le bozze del libro. È un bel libro in cui si racconta la storia di un uomo che vede sgretolarsi di fronte a sé la propria esistenza dopo quella drammatica notte del 5 settembre. Dario ha dovuto stravolgere la sua vita per cercare la verità sull’omicidio del fratello, una verità ancora oggi ostacolata da chi non ha interesse a renderla conosciuta. Nel libro – secondo Lillo - c’è anche una vena di ottimismo che è il necessario carburante per proseguire questo lungo viaggio. Dario fa il nome di tante persone che hanno fatto propria la storia di Angelo Vassallo pur senza conoscere nulla di quei luoghi, di Pollica, di Acciaroli. L’insegnamento di Dario attraverso questo libro è che dobbiamo ricercare la verità in prima persona: una ricerca collettiva per far luce su un delitto vergognoso in cui lo Stato non ha difeso un Sindaco che lo ha rappresentato nel migliore dei modi”.

 

Il direttore del Messaggero Massimo Martinelli ha sottolineato l’importanza di continuare a parlare di vicende come queste, perché è l’unico modo per non far dimenticare la storia di Angelo fatta di criminalità e miseria umana. «Un omicidio con nove colpi di pistola che rimbombano nel cuore della notte, un vero e proprio agguato criminale; la miseria umana sta nel fatto che di fronte a un quadro inequivocabile e a numerosissimi indizi non si sia fatto ancora niente. Questa è una inchiesta scomoda che non regala le prime pagine dei giornali, che tocca interessi alti. L’unico modo per superare questa situazione è raccontare la storia del Sindaco ucciso e della mancata risposta dello Stato all’azione della criminalità».

 

Per Dario Vassallo: «È importante stare in questo luogo. La Chiesa con la “c” maiuscola si avvicina alla nostra storia e alla trasformazione delle nostre esistenze che io e mio fratello Massimo abbiamo dovuto vivere. In questi anni abbiamo incontrato tantissime persone, siamo stati querelati, abbiamo percorso una strada che qualcuno non voleva fosse percorsa; il nostro cambiamento è avvenuto in positivo perché abbiamo seminato speranza, la morte di nostro fratello ha generato vita. Da Capaci a Bergamo, abbiamo raccontato la storia di un Sindaco che aveva idee rivoluzionarie e siamo riusciti a stravolgere l’idea della distanza che alcuni miserabili avrebbero voluto utilizzare per rendere la morte di Angelo senza valore. Angelo Vassallo era un uomo che avrebbe potuto fare tanto non solo per Pollica e per il sud, ma per la Nazione intera e questo grazie alle sue straordinarie capacità umane e di amministratore. La sua uccisione è stata voluta, dopo la sua morte il Cilento è tornato indietro di cinquant’anni.  Spero che oggi raccontare in questa Chiesa sia di buon auspicio. Siamo anche a pochi metri dalla sede della Commissione Antimafia dove siamo stati, speriamo esca presto la verità con l’aiuto di persone di buona volontà: ricordiamoci che in questo momento lo Stato siamo noi.”

 

Nel suo intervento Edoardo Erba, sceneggiatore dello spettacolo teatrale tratto dal Sindaco pescatore ha ricordato le tantissime scuole, associazioni, i comuni che in questi anni hanno dato un importante contributo creando una rete che attivamente ricorda Angelo Vassallo e la sua straordinaria esperienza di vita. Vincenzo Iurillo, coautore del libro, ha invece trattato la parte legata al percorso giudiziale. “Nel libro diciamo chiaramente che chi ha ucciso Angelo lo ha fatto per la sua battaglia contro lo spaccio di stupefacenti ad Acciaroli. Quando dopo otto anni dall'omicidio siamo venuti a sapere dall’esame balistico che tutti i 9 colpi di pistola erano andati a segno, abbiamo capito che avevamo a che fare con un killer professionista; un vero e proprio agguato presuppone quindi un gruppo organizzato di persone che hanno voluto l’assassinio del sindaco».

 

Nelle conclusioni Dario Vassallo va dritto al punto della questione: «Alcuni uomini politici sono complici morali di questo omicidio; dovrebbero finalmente dire la verità non più solo a noi fratelli, ma a tutti i cittadini per bene che chiedono risposte. Il nostro dolore è diventato un dolore nazionale. Ci sono uomini dello Stato che hanno tradito lo Stato.»

 

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