«Ciao, mi chiamo Claudio e sono tre anni che non faccio un concerto»

Ha esordito così Claudio Baglioni alla prima data della lunga tournée che lo porterà in tantissimi teatri italiani. Si chiama "Dodici note solo" questo viaggio meraviglioso che riporta Baglioni al suo pubblico dopo una lunga e forzata assenza. Un'emozione palpabile da parte del cantautore romano che dice: "Avevo urgenza di essere su un palco".

«Ciao, mi chiamo Claudio e sono tre anni che non faccio un concerto»
Foto Alessandro Dobici

Un palco spoglio, dove lui si muove alternandosi a tre pianoforti, "Le tre Caravelle" che serviranno a prendere di nuovo il largo. Ecco allora che, già con le prime note, il pubblico viene preso per mano per ripercorrere insieme a Claudio Baglioni 50 anni di carriera che sembrano trascorsi in un momento.

Tanti i brani in scaletta: da "Solo" ad "Amore bello", all'immancabile "Questo piccolo grande amore", a "Quante volte"; per poi raccontare il suo lavoro più recente, con la bellissima "Mal d'amore" e "Gli Anni più belli".

Non mancano aneddoti di vita e la condivisione del forte sentimento di ansia (al limite del panico) che ha caratterizzato questa vigilia, tanto da portarlo a dire "Vorrei che poteste abitate dentro di me in questo momento per sentire le scosse..".

Un pubblico emozionato e felice lo accompagna cantando (pur sotto la mascherina) successi vecchi e nuovi.

La bellezza del Teatro dell'Opera di Roma rende ancora più magiche la serata; come in un grande cortile ci si affaccia alle finestre, assaporando un'emozione che mancava da troppo tempo. E proprio alla sua Roma, dove ha deciso di ricominciare con questa nuova e straordinaria tournée, fa un omaggio cantando "Con tutto l'amore che posso".

Con due brani, "Fammi andare via" e "Quei due", un pubblico stranamente silenzioso cerca di fare suo fino in fondo un momento di pura emozione, per poi tornare ad esplodere con Un uomo di varie età, quello che ancora una volta Baglioni dimostra di essere.

E' una esperienza totalizzante tra uomo e artista: c'è una volontà assoluta di darsi, mantenendo intatti l'entusiasmo mai sopito degli esordi e il timore (amcora oggi) di non essere all'altezza delle aspettative. Testi come Un po' di più, I vecchi, Amori in corso, ogni volta ritornano ad essere attuali e, se possibile, ancora più belli in questa versione voce e piano. Dopo i concerti che ci avevano abituato a spettacoli con oltre 50/60 persone sul palco (tra musicisti, ballerini e coristi), ritrovare un Baglioni così intimo e solitario, permette alle persone accorse da ogni Regione di vivere un'esperienza speciale: non un semplice concerto, ma una condivisione di sentimenti e brividi corrisposti.

Ancora una volta l'artista e la persona si fondono in un unico soggetto: la generosità con la quale Baglioni si regala al pubblico resta uno dei tratti fondamentali del suo essere. Nessuna pausa interrompe tre ore di concerto che, come ogni volta, scorrono via velocemente riuscendo a lasciare fuori il mondo e tutti i suoi malanni.

Una piccola uscita dal palco per poi rientrare e salutare con Avrai e con un sentito "Abbiate tanta tenerezza per tutte le persone che incontrate".