Confermata la condanna al boss che minacciò Paolo Borrometi

Mentre le mafie continuano a crescere e ad imperversare cercando di raggiungere ulteriori posizioni di prestigio, avvelenando il tessuto economico e sociale del paese e spargendo morte e violenza, vi è un grande fronte che quotidianamente contrasta le mafie e tutti i suoi sodali.

Confermata la condanna al boss che minacciò Paolo Borrometi

"Ti scippo la testa, sarò il tuo peggior incubo e poi ci incontreremo nell'aldilà; se vuoi ci incontriamo anche negli uffici della Polizia, tanto la testa te la scippu u stissu; tu ci morirai con il gas; ti daremo in bocca ciò che meriti; durerai poco cesso di merda, tutti avete figli, ma dire questa acqua non ne bevo; vi auguro sempre il meglio; pezzo di verme troppo bordello stai facendo, vai a cacare che Dio di fulmini, avete finito di rompere i coglioni. Ti verremo a prendere ovunque".

Sono alcune delle terribili minacce rivolte al giornalista Paolo Borrometi, per questo costretto a vivere sotto scorta da alcuni anni.

Oggi la Cassazione ha confermato in via definitiva la condanna per Giovan Battista Ventura, reggente dell’omonimo clan, accusato di minacce di morte e tentata violenza privata ai danni del vice direttore dell’Agi.

Un anno e dieci mesi con l’aggravante del metodo mafioso per il boss di Vittoria, in provincia di Ragusa. Una decisione, quella della Suprema Corte, che scrive ancora una volta la parola giustizia e segna un punto a favore della vera antimafia e del giornalismo.

Mentre le mafie continuano a crescere e ad imperversare cercando di raggiungere ulteriori posizioni di prestigio, avvelenando il tessuto economico e sociale del paese e spargendo morte e violenza, vi è un grande fronte che quotidianamente contrasta le mafie e tutti i suoi sodaliMagistrati, forze dell’ordine, giornalisti, cittadini che denunciano il malaffare, rappresentano quel baluardo inattaccabile che crede fortemente nella giustizia e sogna un paese diverso.

Troppo spesso diventa complicato mantenere alto il livello di fiducia e la speranza di incidere realmente per cambiare le cose, per sconfiggere la criminalità organizzata; ecco perché la condanna di oggi è una ennesima luce che si accende sulla strada lunga,e a volte buia, che dobbiamo necessariamente percorrere per vincere il malaffare.

Un grazie a Paolo Borrometi per le sue inchieste, da tutta la redazione.