CORONAVIRUS: ORA È EMERGENZA ITALIANA

Da un giorno a l’altro è cambiato lo scenario nel nostro paese. Centinaia di contagiati, tre i morti. Nessuna psicosi, ma nessuna prudenza è fuori luogo.

CORONAVIRUS: ORA È EMERGENZA ITALIANA
Immagine di Gerd Altmann da Pixabay

Radicalmente cambiato lo scenario. Il nostro paese drasticamente colpito dall’emergenza. Il più colpito d'Europa. In 24 ore tutto è cambiato. In Italia il maggior numero di contagiati d’Europa. I primi tre morti Europei (il morto in Francia era di provenienza asiatica).

In Veneto e Lombardia misure straordinarie, come nel resto del Nord Italia. Università chiuse. Gite scolastiche annullate in tutto il paese. Chiese chiuse. Serie A ferma. Manifestazioni sportive rinviate. La situazione è cambiata drasticamente e improvvisamente. Mentre scriviamo l’epidemia sembra essere circoscritta in quei luoghi, ma è una situazione in continua evoluzione.

Dalla Cina ci sono stati certamente dei passaggi. Passaggi che non abbiamo intercettato. Che dovevano essere compresi e non è successo. Tuttavia questo non può trasformare l’emergenza nel momento del “noi lo avevamo detto" come si è affrettata a fare certa politica, ma nell’ora della corresponsabilità e della prudenza. Non abbiamo bisogno di demagoghi, di urlatori, di sciacalli pronti ad approfittare dell’emergenza per cavalcare l’onda dell’emotività e la paura della gente, ma di uomini e donne che abbiano il coraggio di scelte sensate e prudenti, che sappiano cosa dire e a chi dirlo e che possano riconoscere quando è il momento di tacere e lasciare spazio alla scienza. Della sinergia in tutti i campi: istituzionale, sanitario, ecclesiastico, sportivo, della scuola.

Mentre scriviamo, consapevoli che i numeri potrebbero cambiare da un momento all’altro, sono centinaia ormai i contagiati. Tre purtroppo i morti. Quasi tutti i contagiati sembrano collegati al famoso “paziente 1”, tranne i due morti veneti per i quali non è ancora tutto chiaro. Intorno al “paziente 1” ancora tanta attenzione per capire a fondo la rete di relazioni che ha avuto e cercare di risalire al misterioso “paziente zero” che continua a non essere trovato.

Tutto il paese è concentrato su quanto sta accadendo in Veneto e Lombardia, le regioni più colpite d'Europa, ma nella generale preoccupazione… che di tanto tanto lascia spazio alla paura.

Il presidente Mattarella ha invitato tutti alla responsabilità e al buon senso. Una responsabilità che deve riguardarci tutti: «Sono vicino - ha detto -  a quanti sono stati colpiti e alle loro comunità che vivono momenti di comprensibile ansia. Rivolgo un pensiero alle due vittime ed esprimo solidarietà ai loro familiari. Confido che senso di responsabilità e unità di impegno assicurino la migliore e più efficace risposta a tutela della salute dei nostri concittadini». Il Capo dello Stato ha poi evidenziato come il Sistema Sanitario sia in grado di reagire con efficacia di fronte a questa emergenza che: «Richiede anche la piena collaborazione di tutta la popolazione secondo le indicazioni delle autorità sanitarie». Aggiungendo: «Gli italiani collaborino con il Servizio Sanitario Nazionale che sta reagendo con efficacia».  Inoltre il presidente Mattarella ha ritenuto di ringraziare gli operatori della sanità: «Desidero esprimere riconoscenza ai medici, al personale sanitario, ai ricercatori, alle donne e agli uomini della Protezione Civile e delle Forze Armate, a quanti in questi giorni si stanno impegnando - con abnegazione e generosità - per fronteggiare e arginare il rischio di diffusione del Coronavirus. Il Ministero della Salute e le Regioni con territori in cui sono presenti casi di contagio stanno operando con tempestività  e hanno approntato i protocolli necessari ad affrontare l'emergenza, potendo contare su un Sistema Sanitario in grado di reagire con efficacia».

L’invito è per tutti quello della prudenza. È vero ed è importante non farsi prendere dal panico. Ma in momenti come questo nessuna prudenza è fuori luogo. È importante raccogliere gli inviti delle autorità con grande serietà. È il modo migliore che tutti abbiamo per dare una mano.

Siamo un grande Paese, abbiamo la migliore sanità del mondo. Ci sono tutte le potenzialità per affrontare l’emergenza. Ma è importante che tutti viviamo questo momento con profondo senso di responsabilità.