Coronavirus vs Cultura

A quanto pare il Covid-19, più che un virus, è un’intelligenza amante della cultura: colpisce nelle chiese e nelle scuole ma non nei supermercati. Ama i teatri ed i cinema ma non i mezzi pubblici e, solo dopo le 18:00, colpisce al bar. Di fronte ad un’emergenza sanitaria da non sottovalutare, rimane comunque difficile comprendere questa logica discriminatoria.

Coronavirus vs Cultura
Image by Ilka Lünstäden from Pixabay

Nonostante la psicosi di questi giorni, dove tutto sembra fermo, c’è ancora qualcuno che ha il coraggio di presentare il proprio film. Al Cinema Giulio Cesare di Roma si è tenuta la proiezione del film di Giorgio Dritti Volevo Nascondermi, dove hanno presenziato Elio Germano e Carlo degli Esposti. Sala quasi vuota. Quei pochi che hanno partecipato alla proiezione hanno messo in atto i consigli di questi giorni, avendo l’accorttezza di sedersi a debita distanza dalle altre persone.

A quanto pare il Covid -19, più che un virus, è un’intelligenza amante della cultura: colpisce nelle chiese e nelle scuole ma non nei supermercati. Ama i teatri e i cinema, ma non i mezzi pubblici e, solo dopo le 18:00, colpisce nei bar.

Di fronte ad un’emergenza sanitaria da non sottovalutare, rimane comunque difficile comprendere questa logica discriminatoria. E mentre impazza la paura, svuotando stazioni e negozi, mostrando una Italia nuda, la nostra economia subisce gravi danni. L’esplosione del Coronavirus sta minacciando i ritmi di crescita del sistema economico nazionale

Paolo Gentiloni, ex presidente del consiglio, ha dichiarato che «le ricadute saranno pesanti», complici l’isolamento della Lombardia, del Veneto e dell’Emilia Romagna.

L’impatto lo ha subito anche il settore del Turismo, molte delle prenotazioni per Pasqua sono state disdette. Stimata un’affluenza di 22 milioni di turisti in meno nei prossimi tre mesi ed un danno economico pari a 2,7 miliardi, secondo la Confcommercio. Ma se per gli hotel è un grave danno, per gli operatori e i lavoratori della cultura, da sempre alle prese con una crisi strutturale, potrebbe essere addirittura disastroso.

L’ordinanza sulle limitazioni dispone la sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico sportivo e religioso, anche se svolto in luoghi chiusi, aperti al pubblico. Disdetti o rinviati, quindi, alcuni degli eventi più importanti come concerti, fiere e festival del cinema. La prima a decidere per il rinvio è stata Mido, la più importante fiera internazionale degli occhiali e dell’eyewear, seguita da Myplant & Garden e Vinitaly.

Ma in questo panico generale c’è chi prova a reagire, come Capri che annuncia che si terrà comunque la festa di Chanel a maggio e la settimana di regate della Rolex Capri Sailing Week. Che sia una controtendenza? La sensazione è che si stia gestendo il panico con altro panico.