COVID-19: andare a scuola restando a casa. Un modo per debellare lo stress cronico?

Essere consapevoli dei fattori di stress nelle vite dei nostri figli è un aspetto chiave per mantenere intatta la loro salute psicofisica.

COVID-19: andare a scuola restando a casa. Un modo per debellare lo stress cronico?
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Si alza di buon umore. Il suo viso è rilassato. Si prepara la colazione da solo. Accende il pc e alle 8:00 in punto inizia la prima lezione.

Non ci sono zaini da riempire fino a scoppiare, da caricare sulle spalle. Non ci sono jeans, felpe e scarpe da scegliere con cura per essere in linea con tutti gli altri. Perchè succede troppo spesso di essere presi di mira, di venire bullizzati per un pantalone, per una t-shirt "diversa".

Non ci sono corse estenuanti per arrivare in tempo alla fermata dell'autobus. Non si deve chiedere il permesso per andare in bagno. Si mangia qualcosa mentre si assiste alla lezione. Ma sopratutto, sono scomparse le emicranie, quelle che scandivano regolarmente ogni ritorno a casa dopo una lunga giornata di scuola dentro un'aula con una sola finestra e altri 26 studenti.

Anche i problemi legati al sonno sono scomparsi: «Adesso dormo bene. Non mi sveglio più in continuazione durante la notte». E si sa, per chiunque, ma in modo particolare per un teenager, dormire bene, è fondamentale.

I professori spiegano senza essere interrotti e con la stessa partecipazione di sempre. Lui è attento, interessato, prende appunti. Arriva a tavola per pranzo con entusiasmo, parla, racconta di greco, di latino, di fisica, di filosofia. Non lo aveva mai fatto prima. Non perchè non volesse. Semplicemente perchè: «Mamma parliamo dopo, ok? Mi scoppia la testa».

Ci sono ragazzi che non risentono dei ritmi accellerati della vita quotidiana. Molti altri invece soffrono di stress cronico. Non siamo tutti uguali. E lo stress cronico ha effetti negativi importanti sullo stato di salute psicologico e fisico dei nostri figli. Lo stress nei giovani è spesso sottovalutato, scambiato per "tipiche turbolenze adolescenziali". Ma i segnali per interpretare il problema esistono, e occorre conoscerli bene per riuscire ad essere di aiuto e di supporto. Può succedere che si ammalino spesso. Possono esserci problemi di pesantezza di respiro, di stanchezza, agitazione. Potrebbero avere mal di pancia, mal di testa, dolore al collo, alla schiena.

Se il cervello è impegnato a gestire lo stress non può elaborare altri input. Potrebbe subentrare così una difficoltà di concentrazione, di memoria. Si evince bene dunque come le attività scolastiche possano diventare pesanti, ingestibili. Da sottolineare altresì è la necessità di capire che tali sintomi potrebbero non essere determinati da uno stato di stress cronico, ma da condizioni organiche che necessitano di approfondimenti e accertamenti di natura medica. Se da un lato non occorre allarmarsi, dall'altro è sempre bene controllare!

A cosa ci porta tutto questo discorso? Non posso rispondere per tutti. Nel nostro caso l'isolamento forzato portato dal COVID-19 ci ha dato la possibilità di capire che si può studiare da casa, che non è impossibile ne deleterio, anzi, in molti casi è proficuo. Forse non fa per tutti. Sicuramente l'ambiente scolastico è congeniale a molti. Ma sarebbe bello poter scegliere. Del resto si va a scuola per essere educati, lo scopo è questo. Se ciò avviene all'interno delle mura di un edificio scolastico, oppure a casa, che differenza fa?