COVID, le Asst lombarde di fronte alla terza ondata: a Monza pronto un piano ampliamento dei posti letto

ZONA ARANCIONE. I dati Gimbe sulla pandemia in Lombardia: Brescia tra le province più colpite. La terza ondata è sempre più vicina. In aumento i ricoveri in terapia intensiva, l’ospedale San Gerardo si prepara ad affrontare l’emergenza in arrivo con un piano per l’ampliamento dei posti letto. Il modello sanitario lombardo fa ancora acqua. La campagna vaccinale procede a passo sostenuto: 402 vaccinazioni al giorno nella struttura di Monza. Ma non è possibile stimare la frequenza con cui le dosi arriveranno e, di conseguenza, saranno distribuite.

COVID, le Asst lombarde di fronte alla terza ondata: a Monza pronto un piano ampliamento dei posti letto
Sanitari in un reparto Covid a Monza - ph Martina Santimoni per monzatoday.it
COVID, le Asst lombarde di fronte alla terza ondata: a Monza pronto un piano ampliamento dei posti letto

Si aggrava l’incidenza della pandemia da Covid-19 in Brianza come nel resto della Lombardia, che dal 1° marzo tornerà zona arancione. La curva dei contagi è ormai in un trend di costante crescita da gennaio: dopo i picchi di oltre 10mila nuovi casi giornalieri dei primi di novembre, la discesa sotto i 3.000 nel periodo festivo e il progressivo avvicinamento alla soglia dei 4.000 a partire dai primi di gennaio, per i dieci milioni di cittadini lombardi le cose non si stanno mettendo bene.

Secondo i dati della fondazione Gimbe, la Regione Lombardia ha registrato nella settimana dal 17 al 23 febbraio un incremento percentuale dei casi di contagio da SARS-CoV-2 del 3,1%, con un’incidenza di 312 casi positivi su 100.000 abitanti, per un totale di 17.532 sempre nella forbice 17-23 febbraio (vedi sotto nel grafico).

Fra le situazioni più critiche, spiccano le province di Brescia e Cremona, dove per diversi Comuni (Capriolo, Iseo, Palazzolo sull’Oglio, Paratico, Pontoglio, Roccafranca, Rudiano, Urago d’Oglio, Soncino) è stata dichiarata lo scorso 23 febbraio la zona arancione “rafforzata”.

Qui i positivi (solo ieri nel bresciano +995) hanno superato nel mese di febbraio i 200mila casi totali dalla metà di luglio 2020. Oltre i 50mila casi totali risultano anche le province di Milano, Monza e Brianza e Varese. Vicine a questa soglia (ma ancora al di sotto di essa) le province di Lecco, Mantova, Bergamo e Pavia (nel grafico sotto).

Il sistema delle Asst lombarde - possiamo dirlo - si prepara ormai ad affrontare la terza ondata, dopo le avvisaglie registrate nei giorni scorsi a livello di singoli Comuni, come nelle scuole di Bollate (in zona rossa dal 18 febbraio) e nell’ospedale di Desio (dove al reparto di ortopedia è scoppiato un focolaio con 12 pazienti positivi su 22 ricoverati).

Il bollettino della Regione di sabato 27 febbraio ha segnalato 4.191 nuovi casi su 45.865 tamponi (860 in meno rispetto alla giornata precedente), con 49 decessi (28.324 in totale dall'inizio della pandemia), un tasso di positività del 9,1% e un aumento dei ricoveri in terapia intensiva: 435, +38 rispetto al giorno prima (vedi il bollettino sotto). In Brianza il numero dei positivi nelle ultime 24 ore si attesta a +401, un centinaio in meno rispetto al picco di venerdì (505, +149 rispetto al giorno precedente). Più che giustificate parrebbero quindi le restrizioni, anche a fronte dell’aumento degli accessi al pronto soccorso negli ospedali brianzoli: +12 quelli nell’Asst Brianza e +21 nell’Asst di Monza.

Si abbassa inoltre l’età media dei positivi, mentre sono in aumento i casi di classi scolastiche in lockdown. Effetti riconducibili inevitabilmente alle libertà “in più” che buona parte della popolazione si è presa in questo mese di zona gialla.

Intanto, procedono a ritmo serrato le vaccinazioni anti Covid, con una programmazione che, come annunciato ai primi di febbraio dalla vicepresidente della Regione e assessore al Welfare Letizia Moratti (succeduta in gennaio a Giulio Gallera), è stata divisa in più fasi: 1, 1-bis, 1-ter, 2 e 3. A cominciare dalle categorie più esposte al pericolo di contagio (operatori sanitari e sociosanitari, operatori e ospiti delle Rsa), per arrivare agli over 55 e over 80 o con patologie croniche, passando per le categorie di operatori pubblici e privati individuati dal Ministero (residenti e operatori psichiatrici e di centri diurni, assistenti domiciliari, farmacisti, dentisti e odontoiatri, medici militari, membri della Polizia di Stato, medici liberi professionisti, informatori scientifici del farmaco, ecc.).

Di questo passo, il consulente del Pirellone per la campagna vaccinale Guido Bertolaso ha dato per scontato di riuscire a terminare le vaccinazioni entro giugno. Salvo poi precisare che non sarà responsabilità della Regione l’eventuale calo delle dosi nel corso della campagna. Tutto dipenderà, come sempre, dal Governo centrale. E dai bandi europei che hanno rimpinguato le tasche delle multinazionali del farmaco. Anche la Moratti ha annunciato una «rimodulazione della strategia vaccinale» per farne uno «strumento prioritario di contenimento del contagio». Concentrare quindi le somministrazioni di dosi nei Comuni al confine tra le province di Brescia e Bergamo e cercare così di tamponare dove il sistema più fa acqua: i posti letto insufficienti nei reparti di terapia intensiva.

Da questo punto di vista, alla sottrazione sistematica e consolidata nei decenni di risorse pubbliche alla sanità regionale da parte del privato, si fa fronte come si può. Lo si è fatto nelle ondate precedenti convertendo reparti ospedalieri non attrezzati in reparti Covid il più possibile all’avanguardia. Lo si fa ora, in Brianza, mettendo a disposizione strutture e posti letto per favorire il travaso di pazienti dagli ospedali saturi delle zone più colpite.

«Alla data del 26 febbraio abbiamo circa 150 pazienti ricoverati Covid, di cui 18 in terapia intensiva», questo è il dato che ci fornisce Laura Radice, direttore sanitario di Asst Monza da cui dipende l’ospedale San Gerardo. «Abbiamo approvato un “piano di ampliamento” che consente di incrementare i posti letto Covid, contraendo gli altri posti letto, in maniera progressiva a seconda delle fasi della pandemia. I piani prevedono per gli ospedali hub come il nostro un maggior coinvolgimento sui pazienti ad alta complessità rispetto a quelli ordinari, dove lo sforzo maggiore deve essere sostenuto dagli altri ospedali secondo le indicazioni regionali».

Nel monzese, come nel resto della Regione, si è nel pieno della fase 1-ter, che riguarda le vaccinazioni degli over 80 partite il 18 febbraio scorso: «Presso il San Gerardo di Monza - spiega il direttore sanitario - la campagna di vaccinazione dedicata agli over 80 procede 7 giorni su 7 con il vaccino Pfizer: siamo a 402 inoculazioni al giorno. I vaccini vengono inviati da Regione Lombardia con il criterio della territorialità. La fase 1-ter dovrebbe concludersi con la seconda dose nei primi giorni di aprile, salvo complicazioni nelle forniture. La previsione è di oltre 8000 dosi per gli over 80». Tuttavia, non è possibile ad oggi sapere con certezza quante dosi arriveranno né con quali tempistiche.

La Lombardia ha fatto arrivare sinora 600mila dosi al mese, destinate anche alle vaccinazioni a domicilio di 70mila ultraottantenni. A queste procederanno i medici di base, sulla base di accordi presi da Regione con i sindacati dei mutualisti. In subordine, si ricorrerà all’assistenza domiciliare o alle Unità speciali di continuità assistenziali. Dal 1° marzo diventano operativi anche i punti di somministrazione pubblici (113) e privati (96) sparsi su tutto il territorio regionale, anche all’esterno degli studi medici. Il 18 febbraio sono anche iniziate le vaccinazioni con AstraZeneca degli appartenenti alle forze dell’ordine (compresa la polizia penitenziaria), al comparto della giustizia e del trasporto pubblico locale. In via di ultimazione la raccolta delle adesioni per il personale scolastico.

Si è molto parlato degli effetti “più contagiosi” della variante inglese di Covid-19. «Al momento - dichiarano dalla Direzione Sanitaria di Monza - non sono stati registrati casi positivi confermati con varianti presso il nostro ospedale, ma stiamo aspettando la risposta di campioni inviati ai centri di riferimento lombardi. Per rendere più veloci i tempi di risposta, anche a favore di utilizzi del territorio, da questa settimana i sequenziamenti vengono effettuati dal nostro laboratorio tra i pochi autorizzati».

Per il resto, «il coordinamento con Regione e ATS è costante, sia sui temi di gestione della pandemia sia sul tema della campagna vaccinale».

 

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