Difendiamo la legge 194 del 1978

Difendiamo la legge 194 del 1978

La legge 194 del 1978 è la norma che ha depenalizzato e disciplinato l’accesso all’interruzione di gravidanza. Prevede che l’aborto volontario sia consentito entro e non oltre i 90 giorni dal concepimento; qualora alla base della scelta ci siano seri motivi di salute della donna o del bambino, l’interruzione di gravidanza è consentita oltre i 90 giorni.
Un’importantissima legge italiana che ha, alla sua base, il diritto all’autodeterminazione delle donne; a 43 anni dalla sua divulgazione, tuttavia, non sempre per una donna che decide di non portare a termine la gravidanza è così facile accedere alle strutture pubbliche (preposte per legge a tale procedura) e la discussione tra favorevoli e detrattori della normativa si fa sempre più accesa.

Uno dei principali problemi ad una puntuale attuazione della legge sull’aborto è sicuramente legato al tema dell’obiezione di coscienza che pone molti sanitari in una posizione di conflitto di interesse tra il diritto della donna a richiedere una procedura ammessa dalla legge e le proprie convinzioni etiche e religiose; altro problema è il depotenziamento delle strutture territoriali alle quali accedere, cosi come la difficile accessibilità all’aborto farmacologico, procedura non sempre utilizzata in molti ospedali del paese.

Affronteremo la tematica, sempre attuale, della legge 194 nella diretta facebook di venerdì 11 giugno alle ore 18.30 sulle pagine di AltroVento Umbria e della testata online Wordnews.it

Ne discuteremo con 
Marina Toschi, ginecologa
Emma Pavanelli, senatrice del Movimento 5 stelle
Marilena Grassadonia, esponente di Sinistra Italiana