«Dimenticato». La Poesia di Antonio Vanni

Un piccolo gioiello di emozioni la nuova raccolta poetica di Antonio Vanni, il grande poeta isernino che sa disegnare il mondo intimo e sofferto dell’animo umano. Si intitola “Dimenticato” la raccolta poetica di Antonio Vanni per i tipi di Macabor ed inserita nella collana di poesie in trenta volumi “Le Stelle di Macabor”, con copertine originali tutte realizzate dall’artista Nina De Simone.

«Dimenticato». La Poesia di Antonio Vanni

Un ragazzo di nome Dimenticato cade su una stella sul Mondo. Invisibile a tutti, tranne che a una Crisalide, trascorre il suo tempo correndo nei prati, nei boschi…”

La Poesia, l’arte più alta, l’espressione eccelsa della compagine estinta dei sogni calati nel corpo, nelle membra, a sgusciare da quell’anima profonda, immersa nell’evanescente quanto presenza dell’Essere che si fa materia solo dopo aver attraversato le molteplici vie dell’intimo ed irraggiungibile vagito alla vita vera, quella immaginata e vissuta nei cuori puri, prima di essere immersi nella materialità delle cose .

Leggendo, ascoltando, entrando timidamente nel cuore di Antonio Vanni, si percepisce questo  viaggio, questo passaggio umano dalla spiritualità alla materialità, alla concretezza che poco ha a che vedere con il mondo emozionale del Poeta e di Antonio Vanni che ne incarna la massima realizzazione.

“Dimenticato” diventa il bambino, il cuore giovane che è in ognuno di noi, quello travolto dal quotidiano imbarazzo, a volte “dimenticato”, ma che sa affiorare nei momenti migliori o peggiori della vita.

In una atmosfera onirica che fa pensare alle grandi elegie del passato, il poeta, afferma il ricordo dei tanti  giovani dimenticati che si nascondono nella Crisalide che prima o poi diventerà farfalla anche solo nel ricordo di quel  ragazzo che annegò, in una giornata di primavera ad Isernia, un compagno di banco, il  vero e grande amico  presente nella stessa Crisalide, presente nello stesso sorriso del tempo.

Il cielo celeste,/ il lago azzurro,/ il prato verdissimo,/ il fiore rossissimo./ Il tradimento della chiarezza. Il vento dalle forme chiuse dei doppieri d’argilla/sconfinava nella sala d’attesa/ tra gli odori di medioevo degli astanti assolati./ Che bisogno c’era di annegare/ piccolo destino fuori da ogni confine./ Potevi restare seduto tra le due donne dormienti/ com’eri caduto, così d’improvviso,/ polline olocrino, che ti baciavano con gli occhi  tanto ch’eri bello, e le gambe lunghissime come tracce.

Questo il tradimento della chiarezza, questa la Poesia di Antonio Vanni.

 

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