È morto il giornalista e scrittore Gianpaolo Pansa. Aveva 84 anni

Nativo di Casale Monferrato, dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato in Scienze Politiche presso l'Università degli Studi di Torino con una tesi intitolata “Guerra partigiana tra Genova e il Po”, che gli valse anche il «premio Einaudi». Nella carriera del giornalista hanno avuto un ruolo centrale e predominante i giornali del Gruppo L'Espresso (la Repubblica e l’Espresso in particolare), con i quali Pansa ha collaborato ininterrottamente dal 1977 al 2008.

È morto il giornalista e scrittore Gianpaolo Pansa. Aveva 84 anni
Pansa, fonte il Messaggero

di Francesca Iervolino

È arrivata in serata la notizia della morte di Gianpaolo Pansa. Giornalista e scrittore autorevole, ha collaborato con i più importanti quotidiani del paese tra i quali la Stampa, il Corriere della Sera, Repubblica, il Messaggero e il Giornale, nonché con i settimanali Panorama e l’Espresso. Pansa, inoltre, è stato anche storico e autore di romanzi e saggi incentrati sugli anni della guerra e resistenza partigiana.

Nativo di Casale Monferrato, dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato in Scienze Politiche presso l'Università degli Studi di Torino con una tesi intitolata “Guerra partigiana tra Genova e il Po”, che gli valse anche il «premio Einaudi».
Nella carriera del giornalista hanno avuto un ruolo centrale e predominante i giornali del Gruppo L'Espresso (la Repubblica e l’Espresso in particolare), con i quali Pansa ha collaborato ininterrottamente dal 1977 al 2008.

La sua attività letteraria invece ha avuto come principale interesse la Resistenza italiana. Nel 2001 pubblica Le notti dei fuochi, sulla guerra civile italiana combattuta tra il 1919 e il 1922. Nel 2002 torna in libreria con I figli dell'Aquila, racconto della storia di un soldato volontario dell’esercito della Repubblica sociale italiana. Dopo la pubblicazione del romanzo inizia il ciclo «dei vinti», una serie libri sulle azioni compiute dai Partigiani nei confronti dei fascisti, durante e dopo la seconda guerra mondiale: Il sangue dei vinti (vincitore Premio Cimitile 2005), Sconosciuto 1945, La Grande Bugia e I vinti non dimenticano (2010). I romanzi rappresentano un misto fra romanzo storico, feuilleton e pamphlet. Nel 2011 pubblica Poco o niente. Eravamo poveri. Torneremo poveri, in cui ritrae l’Italia degli umili tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX.