È scomparsa la comunità

L'OPINIONE DELL'AVV. GUARNERA. «Assistiamo alla progressiva scomparsa di una fondamentale attività di ogni essere adulto e pensante: la ricerca di un "senso" di sé stessi, e della realtà.»

È scomparsa la comunità
Foto di Dim Hou da Pixabay

Sempre meno persone si pongono domande fondamentali. Non si formulano progetti di ampio respiro e non si prefigurano ampi orizzonti. Le scelte e le attività umane appaiono contingenti, parziali, asfittiche, prigioniere nel recinto di un realismo privo di anima.

Il "carpe diem" diventa la regola dei rapporti personali, dell'impegno sociale, della politica.

Le grandi ideologie, che una volta prefiguravano una società più giusta, hanno abdicato. Il socialismo, la socialdemocrazia, il liberalismo sociale non contestano più la struttura economica e finanziaria del capitalismo.

Ormai ne accettano le regole, limitandosi ad invocare un'attenuazione delle varie e nuove forme, sempre più sofisticate, di sfruttamento dell'uomo su l'uomo. La libertà, quella vera e totale, viene ricondotta ai diritti e agli interessi dei singoli, senza una visione complessiva.

Prevale la regola dell'egoismo individuale: "i miei diritti", "la mia libertà". È scomparso il "NOI".

È scomparsa la comunità.

Pare che nessuno voglia cambiare l'intero mondo sociale. Non si concepisce più una rivoluzione che sia innanzitutto figlia di nuovi valori e di una rinnovata etica. Una rivoluzione che rappresenti, per primo, un ripensamento globale delle leggi economiche, per realizzare una vera eguaglianza, una effettiva, giustizia sociale, il rispetto dell'ambiente.

Quindi, l'autentica libertà. Ma il declino non è inesorabile. Si può ripartire attraverso una progressiva presa di coscienza collettiva e la successiva organizzazione. A cominciare dai giovani. Sono fiducioso.

Non tutto è perduto!