E se il Coronavirus fosse il modo per la natura di risistemare le cose?

E se il Coronavirus fosse il modo per la natura di risistemare le cose?
Image by Juraj Varga from Pixabay

La natura, nel corso dei secoli, ci ha fatto già sperimentare l’estinzione di varie specie. Tante le teorie partorite in questo periodo: c’è chi dice che il virus proviene dai pipistrelli, chi dai serpenti, chi da un’unione di entrambi. C’è chi dice che il virus è stato creato in laboratorio dopo una decisione a tavolino tra l’America e la Francia, nell’intento di evitare che la Cina possa diventare la prima potenza economica mondiale, e chi invece grida ad un complotto della Francia contro l’Italia che ha stretto contatti commerciali con la Cina.

Insomma chi più ne ha più ne metta, ma in questo turbinio di teorie complottiste, congetture e pianificazioni strategiche, c’è chi ha tenuto una conferenza dichiarando che potrebbe essere la Natura che si vendica contro il virus più pericoloso del mondo, la razza umana.

La natura si sa è una grande sperimentatrice, e come pensate che sperimenti? Scarta la specie dannosa per l’ecosistema. La teoria cita diversi avvenimenti storico/scientifici, come l’estinzione dei dinosauri o degli uomini di Neanderthal, aggiunge poi: “se dovessimo avere una conversazione con il pianeta terra cosa ci risponderebbe?"

Siamo sicuramente più dannosi di molti virus, causiamo grandi calamità, siamo crudeli verso questo pianeta. Tutte le altre specie uccidono uccidono un'altra specie solo per la sopravvivenza o quando sono affamate, ma noi come specie non ci siamo evoluti, noi uccidiamo le altre specie non per la nostra sopravvivenza, ma per provare la nostra superiorità sull’intero pianeta, a volte anche solo per piacere”.

C’ è un gran rumore fuori, nel mondo, riguardo il coronavirus ed uno strano silenzio intorno a noi. E tra una teoria e l’altra il paese si scinde a metà, tra chi, in preda al panico, si rinchiude in casa e anche per fare la spesa si serve di internet, e chi preferisce la strada dell’ indifferenza, affermando che non è così pericoloso, come vogliono farci credere, una semplice influenza.

Passeggiando per le strade di Milano si trovano vere e proprie isole fantasma, intervallate da qualche supermercato dove quasi sempre all’esterno si trovano file chilometriche. Il direttore del supermercato di via Padova a Milano, si rifiuta di mettere la mascherina e di obbligare lo staff a fare altrettanto. Passa la sua giornata a spiegare ai clienti che le norme di sicurezza adottate siano più che sufficienti, facendo entrare solo 20 persone alla volta, tra le proteste di alcuni clienti che non si servono più al banco gastronomia a causa di questa scelta.

Il parco è quasi un luogo di salvezza e in questo momento di smartworking, lo sport è diventata “l’ora d’aria”. Passeggiando per il parco Lambro, si incrociano sportivi, chi va in bici, chi corre, chi semplicemente fa una passeggiata veloce e chi porta a spasso il cane anche cinque volte al giorno. Ed anche qui c’è chi sceglie la strada dell’indifferenza e chi cambia strada quando incrocia altre persone, cercando in qualche modo di evitare qualsiasi contatto umano. La città si svuota ed aumenta l’insofferenza di queste giornate definite da alcuni una pena domiciliare.

E’ spaventoso pensare di aver paura di luoghi che consideriamo la nostra casa, luoghi che si percorrono ogni giorno sono diventati un campo di battaglia, dove i negozi chiudono e la gente indossa una maschera. Stiamo vivendo e facendo esperienza nella separazione, pensando di essere separati da tutti, ma forse mai come ora siamo più vicini a noi stessi.