Esiste Mimmo Lucano perché tutto il resto è assente

Esiste Mimmo Lucano perché tutto il resto è assente
Mimmo Lucano, ph Adnkronos

Manca la politica che non vuole affrontare una questione irrisolta come quella dell’immigrazione, manca un progetto a lungo termine per il paese. Manca la volontà di cambiare una società avvelenata da un sistema marcio che lucra sulla pelle degli ultimi del mondo e brinda ai successi dei potenti senza scrupoli.

I problemi del nostro paese sono tanti e noti da tempo, eppure in questo quadro sempre più statico nessuno, tra politici e rappresentanti delle istituzioni, affronta la questione con la volontà di migliorarla. Forse lasciare aperte e irrisolte alcune situazioni fa comodo. Si tiene sotto scacco una popolazione ormai priva di identità, consolidando un sistema di potere esclusivo e ad appannaggio di pochi.

Se Riace è apparsa al mondo intero un laboratorio di autentica novità, quella svolta necessaria nella gestione dell’immigrazione e dell’integrazione, un motivo ci sarà. Borghi vuoti e case abbandonate ce ne sono in numero esagerato, soprattutto nelle zone interne e periferiche del paese. E c'è un pezzo di umanità senza più casa né patria, donne e uomini costretti a lasciare tutto per sfuggire da una esistenza di violenza e difficoltà.

Perchè non unire questi due aspetti, proprio come è stato fatto a Riace? Potremmo salvare questi nostri fratelli, nati nella parte sfortunata del mondo e allo tempo rianimare tutti quei territori destinati solo al silenzio e al degrado. Ma non si vuole fare!

Come farebbero altrimenti le mafie a gestire gli sbarchi, i centri di accoglienza, a lucrare sui milionari di fondi europei? La politica, di ogni colore e schieramento, conosce bene la materia, ma se ne tiene lontana. Alcune cooperative si avvantaggiano di questa lacuna: con la scusa di creare lavoro, spesso mal pagato, sfruttano i migranti trattati come merce di scambio tra un centro di accoglienza e l’altro. Molti di loro sono intercettati dalle organizzazioni criminali e immessi in un circuito che rappresenta la moderna schiavitù (il capolarato non si riesce a debellare, nonostante una legge ad hoc e i controlli).

L'esperienza di Riace ha mostrato che un' altra realtà è possibile: il borgo si era ripopolato con quei nuovi residenti venuti da lontano e "adottati" dai pochi abitanti rimasti. Nuove botteghe artigianali illuminavano i vicoli lasciati vuoti, una ventata multietnica era riuscita a riportare vita in quel piccolo borgo della Locride. I pochi anziani rimasti avevano ritrovato la compagnia grazie a quella gente arrivata dal mare, con tanti bambini che scorrazzavano su un suolo arido e dimenticato. Le finestre delle case di nuovo spalancate, i sorrisi dei bimbi a riecheggiare dopo anni di silenzio, uno scambio di culture tanto differenti eppure capaci di fondersi.

Era questa Riace: un progetto che si sarebbe potuto esportare ovunque, l'accoglienza vista come opportunità e non come problema. Forse tutto questo ha allarmato coloro i quali detestano la diversità e lanciano messaggi di odio e paura per mantenere il potere, politico ed economico. Adesso che Mimmo Lucano è stato indagato, arrestato, esiliato, processato e pesantemente condannato, tutto sembra sfumare per sempre.

Vedremo cosa accadrà nei prossimi gradi di giudizio, se sarà riconosciuto colpevole e per cosa. Per ora resta l’amarezza di una condanna pesantissima ad un uomo buono, che ha aperto il proprio comune a persone sofferenti e bisognose, che ha dato una patria a chi scappa dalla guerra e dalla fame attraversando il mare per sopravvivere. Mimmo Lucano ha solo attuato la tutela dei diritti umani. Questa è la buona politica. Non ha tolto nulla ai suoi concittadini, semmai ha portato umanità e calore.

Le leggi molto spesso non tengono conto del fattore umano, eppure è la sola cosa di cui abbiamo bisogno.

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