Frasi, parole, immagini per ripensare l’umanità e la disumanizzazione

Frasi, parole, immagini per ripensare l’umanità e la disumanizzazione
Frasi, parole, immagini per ripensare l’umanità e la disumanizzazione

Lo smarrimento graduale dell’umanità più profonda è il pensiero conduttore del volume Corpo celeste di Anna Maria Ortese (1997, Adelphi) da leggere come un necessario e personale percorso per chi voglia riflettere sulle incessanti perdite dell’uomo contemporaneo sempre più ciecamente interessato al guadagno e al
potere perseguiti senza alcun limite, indifferente, anzi ostile, nei confronti della Terra e di tutti i suoi viventi, compresi animali e natura.

Dal libro traggo questo brano che è una sorta di dichiarazione universale sul valore della Terra (e della vita). “[…] perché essa non sia più un luogo buio e perduto che a molti appare, o quel luogo di schiavi che a molti si dimostra- se vengono ad occupare i linguaggi, il respiro, la dignità delle persone. A dirvi come sia buona la
Terra , e il primo dei valori da difendere, e da difendere in ogni momento. Nei suoi paesi, anche nei suoi boschi, nelle sorgenti, nelle campagne. Dovunque siano occhi- anche occhi di un uccello o domestico o selvatico animale. Dovunque siano occhi che vi guardano con pace o paura, là vi è qualcosa di celeste, e bisogna onorarlo e difenderlo. So questo. Che la Terra è un corpo celeste, che la vita che vi si espande
da tempi immemorabili è prima dell’uomo, prima ancora della cultura, e chiede di continuare ad essere, e ad essere amata, come l’uomo chiede di continuare ad essere, e ad essere accettato, anche se non immediatamente capito e soprattutto non utile. Tutto è uomo. Io sono dalla parte di quanti credono nell’assoluta santità di un albero e di una bestia, nel diritto dell’albero, della bestia, di vivere serenamente,
rispettati, tutto il loro tempo. Sono dalla parte della voce increata che si libera in ogni essere, e della dignità di ogni essere – al di là di tutte le barriere- e sono per il rispetto e per l’amore che si deve loro […].