Governo Draghi, Revelli: «il fallimento della politica»

VIDEOINTERVISTA. Si è affrontato anche il tema della violenza nelle carceri, con l’ennesimo e gravissimo episodio nel penitenziario di Santa Maria Capua Vetere: anche in questo caso, sottolinea Revelli, la destra si schiera dalla parte dei poliziotti che hanno violentemente percosso detenuti inermi, mentre "si registra un totale silenzio da parte di una sinistra la cui casella politica è vuota, mentre a destra è alquanto affollata".

Intervista al professore Marco Revelli, politologo, sociologo, giornalista e attento osservatore della realtà socio politica del Paese. Abbiamo affrontato insieme a lui vari temi, a partire dalla crisi della politica e dei partiti.

Il professore Revelli sottolinea la mancanza di una classe dirigente, il ruolo ormai svuotato dei partiti stessi e una crisi politica sempre più accentuata.

La nascita del governo Draghi, continua il professore, sancisce ancora una volta il fallimento della politica nel suo complesso, con un rafforzamento del ruolo dell’esecutivo e soprattutto del suo apice, rappresentato dalla figura del presidente del consiglio e da alcuni, pochi, ministri economici che tutto gestiscono.

Si è affrontato il tema della violenza nelle carceri, con l’ennesimo e gravissimo episodio nel penitenziario di Santa Maria Capua Vetere: anche in questo caso, sottolinea Revelli, la destra si schiera dalla parte dei poliziotti che hanno violentemente percosso detenuti inermi, mentre "si registra un totale silenzio da parte di una sinistra la cui casella politica è vuota, mentre a destra è alquanto affollata".

Un’analisi attenta e severa, quella di Marco Revelli, che non lascia dubbi su un quadro socio-politico grave e di difficile soluzione.

Non manca un passaggio sulla necessità di una legge elettorale proporzionale che possa garantire prima di tutto la rappresentanza dei cittadini che non si riconoscono più nei propri rappresentanti, scelti dalle segreterie dei partiti e spesso sconosciuti agli elettori.

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