IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI

IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI

Ci sono morti silenziose, considerate forse tabù, per non aumentare la sofferenza già troppo estesa. Davanti all’incertezza di cosa ci proporrà l’indomani, il suicidio sembra essere, per alcuni, un opportunità di fuga. In questo turbinio di informazioni impegnate a descrivere le varie fasi predisposte dal governo, nella speranza di riavviare un Italia in lockdown, ci sono vittime invisibili, passate in secondo piano, come meno importanti delle morti da coronavirus.

“I suicidi sono forse la punta dell’iceberg, in tanti decidono di morire perché non trovano la forza di affrontare una nuova vita”, queste le parole della psicoterapeuta Sonia Cortopassi che ha analizzato la situazione dell’ultimo periodo. L’incertezza del futuro ha fatto strage in questo già precario scenario, dove nelle ultime settimane i suicidi sono in netto aumento, la maggior parte delle quali sono di persone anziane.

Non è stato pubblicato un dato ufficiale in merito ma sono sempre di più le morti accertate, il coronavirus ha dato il colpo di grazia a molte persone già in difficoltà. Anche a New York, dall’inizio del lockdown, si è registrato il doppio dei suicidi. L’allarme è stato lanciato dalla procuratrice distrettuale Melinda Katz che ha sottolineato che bisogna considerare la componente della salute mentale in questa crisi sanitaria.

Ma le vittime non sono solo anziani, nessuno è immune, molte le morti anche tra i giovani che tra l’incertezza di perdere il lavoro, la paura di ammalarsi, la perdita di persone care e sopratutto la solitudine, hanno optato per quella che sembrava loro la soluzione più semplice. Non sono mancati i suicidi anche tra i dipendenti ospedalieri, causa forse il forte stress e gli orari insostenibili o anche la paura di infettarsi, come nel caso di Lorna Breen, a capo della rianimazione dell’ospedale Allen Presyterian di Manhattan, che ha visto arrivare un’ondata di malati in condizioni disperate e si è logorata vedendo morire molti loro, infine contagiata, non ha resistito. E' stata ricoverata per esaurimento nervoso e si è tolta la vita.

In soli 10 giorni a Pisa si sono registrati 4 casi di suicidio, un piccolo imprenditore di 57 anni nel napoletano a causa delle difficli condizioni economiche in cui versava il suo mobilificio, a Rho un 38enne ha sparato alla moglie e poi si è tolto la vita, non dimentichiamo le 2 sorelle trovate morte in casa a in provincia di Avellino, l’uomo di 55 anni precipitato dal terzo piano di un condominio a Monza e molti altri.

Mentre tutti i telegiornali e le trasmissioni sembrano dettati, come i bollettini di guerra, sulle morti da coronavirus e sulla ripartenza del paese, i suicidi si disperdono dissolvendosi nel nulla. La disperazione della solitudine ha portato a gesti estremi, chissà che con la fase 2 non si riesca per lo meno a far sentire meno sole le persone.

Difficile sottrarsi all’evidenza della solitudine, le misure restrittive della fase 1, che volgono in parte al termine, hanno tranciato di netto la possibilità di un contatto umano, definendo giusta causa solo la possibilità di fare la spesa o recarsi in farmacia, mentre l ’organizzazione mondiale della sanità diffondeva un importante messaggio che citava “ non vi è salute se non c’è salute mentale”.

L'organizzazione ha poi diffuso un ulteriore messaggio intitolato “Gestire lo stress durante l’epidemia di coronavirus”, una sorta di guida per aiutare chi ha più difficoltà ad affrontare questo periodo, guida che invita a parlare con persone di cui ci si fida e da consigli pratici per affrontare la crisi, come riconoscere che l’ansia è del tutto normale o consigli come quello di creare delle distrazioni e di esternare le proprie emozioni per evitare di arrivare a gesti estremi.