La proposta del super consulente

UMBRIA. Oggi arriva una proposta da parte del consulente Bertolaso: trasferire parte delle terapie intensive umbre fuori regione, a Civitanova Marche sempre in un ospedale da campo di sua creazione, quando era consulente nelle Marche.

La proposta del super consulente

Terremoti, maremoti, pandemie. Per ogni sciagura sempre e solo un nome va bene per tutte le occasioni. Come il coniglio nel cilindro pronto ad essere tirato fuori. Stiamo parlando di Guido Bertolaso, trasversalmente osannato tra le fila della politica. L’uomo buono per tutte le occasioni.

Tra i tantissimi impegni, mentre aleggia anche una imminente candidatura a sindaco di Roma, attualmente il tecnico è approdato da fine ottobre in terra umbra, convocato a gran voce dalla Presidente di regione Donatella Tesei che, in tandem con un altro “straniero”, l’assessore veneto alla sanità Luca Coletto, ha visto in poche settimane l’Umbria travolta dalla pandemia.

Numeri impressionanti che hanno portato la politica regionale a chiamare il consulente Bertolaso per portare a termine i lavori arenati da mesi per la realizzazione dell’ospedale da campo a Perugia. Oggi arriva una proposta del consulente Bertolaso: trasferire parte delle terapie intensive umbre fuori regione, a Civitanova Marche, in un ospedale da campo di sua creazione, quando era consulente nelle Marche.

Ricordiamo che in Umbria in questa fase Covid sono stati resi non operativi due ospedali nella provincia di Terni, quello di Amelia e quello di Narni, svuotati di medici ed anestesisti trasferiti ad altra struttura. Mentre le opposizioni, Pd e Movimento 5 Stelle, hanno proposto di utilizzare strutture attualmente ferme individuate nella vecchia sede del centro per le staminali a Terni e nel vecchio nosocomio di Monteluce a Perugia, la giunta regionale sembra oramai essere in mano al potere decisionale e all’attivismo di Guido Bertolaso, proiettato al trasferimento delle terapie intensive a oltre 150 km dal capoluogo umbro.

Un trasferimento non indolore, dato che in base all’accordo con la regione Marche, il personale e tutti i macchinari necessari per attivare i posti riservati ai cittadini umbri, dovrebbero comunque partire dall’Umbria non riuscendo la regione Marche a garantire il personale necessario senza sottrarlo alle strutture del luogo. Per non parlare poi delle difficoltà per i malati e parenti dei trasferiti.

Il consigliere regionale dei 5 Stelle Thomas De Luca, pur ribadendo la volontà di collaborazione con la maggioranza in questa delicatissima fase emergenziale, parla di «una scelta scellerata». Invece di togliere medici e personale sanitario dagli ospedali per mandarli fuori regione – questo è il senso del ragionamento del politico - si potrebbe puntare al miglioramento delle strutture esistenti.