Incendi e flotta aerea in mano ai privati, c’è chi guadagna e chi perde tutto

Ma perché la natura va a fuoco? Certo le altissime temperature giocano un ruolo fondamentale nell’allargare a macchia d’olio le fiamme. Ma il sospetto che ci sia dell’altro è davvero alto. Che non si tratti di soli piromani o di gente stupida e folle è ampiamente appurato. Senza dimenticare la criminalità organizzata.

Incendi e flotta aerea in mano ai privati, c’è chi guadagna e chi perde tutto

In queste ore il Sud Italia (Sicilia, Sardegna, Calabria) è accerchiato nella morsa del fuoco. Un fuoco che sta facendo tantissimi danni a boschi, privati cittadini, imprese e infine sta mettendo in serie difficoltà gli allevatori di bestiame. Stiamo vedendo in questi giorni foto di poveri animali morti bruciati o ancora cani pastore ustionati per aver, sino all’ultimo, cercato di proteggere il proprio gregge, ma anche attività distrutte dalle fiamme dopo anni di sacrifici.

Ma perché la natura va a fuoco? Certo le altissime temperature giocano un ruolo fondamentale nell’allargare a macchia d’olio le fiamme. Ma il sospetto che ci sia dell’altro è davvero alto. Che non si tratti di soli piromani o di gente stupida e folle è ampiamente appurato. Senza dimenticare la criminalità organizzata.

Questa è una emergenza che ogni anno si ripete puntualmente. La speculazione edilizia è dietro l'angolo. Ma c'è anche il business del fotovoltaico. Secondo la Commissione Antimafia della Regione Siciliana alcuni proprietari di terre sono stati avvicinati da intermediari per la cessione delle proprie terre con lo scopo proprio di installare impianti fotovoltaici.

Bisogna anche cercare di capire come viene gestita la flotta impegnata copiosamente nello spegnimento dei roghi, ed ecco che si scoprono situazioni davvero interessanti che lasciano perplessi al di là di ciò che sarebbe la causa scatenante dei roghi stessi.

L’Italia non detiene una flotta di proprietà ma si affida in appalto a privati. La cosa curiosa è che le gare d’appalto vengono aggiudicate sempre dalle stesse aziende tanto che l’Antitrust nel 2017 aprì un indagine su sette aziende private che si aggiudicano sempre gli appalti. Parliamo di somme considerevoli, un mega giro di denaro pubblico che finisce sempre in mano alle stesse “aziende private”.

Ma andiamo dritti ai numeri: lo Stato e quindi la Protezione civile, i vigili del fuoco e gli altri enti usufruiscono di ben 19 canadair, sei gruppi di 90 elicotteri e 3 aerei cessna con l’equipaggio composto da pilota e copilota più altri 4 specialisti per il controllo. I numeri sono impressionanti.

Il costo del servizio offerto dai privati costa 55 milioni di euro l’anno più le ore di volo. Per ogni ora di volo di un canadair lo Stato paga altri 15.000 euro mentre per gli elicotteri 5000 euro. Un business enorme che aumenta con le ore di volo e quindi di soccorso dal cielo. Ecco perché l’antitrust si è occupata del “business dei canadair”.

E' più che lecito porsi delle domande, come lecito è chiedere chiarezza. Quella chiarezza che, forse, mai arriverà ma che i cittadini stanno pagando a caro prezzo. Ed allora eccoci qui a leccarci le ferite senza capire perché avvenga questo scempio ogni santo anno. L’unica certezza e che questi fortunati privati stanno lavorando davvero tanto e che il loro è un vero e proprio monopolio, l’altra certezza è che le tasche dei cittadini sono inevitabilmente sempre più leggere.

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