La destra umbra fa la guerra al Ddl Zan

UMBRIA. Le dichiarazioni della garante per l’infanzia e l’adolescenza in Umbria, Maria Rita Castellani vicina alla Lega, hanno aperto un vespaio di critiche tra le opposizioni alla giunta leghista guidata da Donatella Tesei, portando ad un acceso scontro con i partiti di maggioranza; moltissime anche le polemiche nel mondo delle associazioni Lgbti che chiedono le immediate dimissioni della Castellani.

La destra umbra fa la guerra al Ddl Zan
Maria Rita Castellani, Garante per l’infanzia e l’adolescenza in Umbria.

Nella verde Umbria che un tempo fu, la verdissima Lega attraverso i suoi migliori rappresentanti, si mette di traverso in maniera decisa ma goffa, sul cammino per l’approvazione del Ddl Zan. Una legge che sembra avere non pochi problemi all’interno di un Parlamento in cui, le diverse ideologie politiche discordanti, prendono il sopravvento sui contenuti reali e lo spirito di una legge necessaria e di semplice civiltà.

Le dichiarazioni della garante per l’infanzia e l’adolescenza in Umbria, Maria Rita Castellani vicina alla Lega, hanno aperto un vespaio di critiche tra le opposizioni alla giunta leghista guidata da Donatella Tesei, portando ad un acceso scontro con i partiti di maggioranza; moltissime anche le polemiche nel mondo delle associazioni Lgbti che chiedono le immediate dimissioni della Castellani.

 

Riportiamo alcuni passaggi della Garante sul ddl Zan: “Il concetto d’identità cambia, non è più quello antropologico che distingue persona da persona in ragione di evidenze biologiche, ma diventerà qualcosa che io, cittadino, posso decidere arbitrariamente secondo la percezione del momento. Di conseguenza ogni desiderio sarà considerato un bisogno e il bisogno un diritto“. Tanto che “si potrà scegliere l’orientamento sessuale verso cose, animali, e/o persone di ogni genere e, perché no, anche di ogni età, fino al punto che la poligamia come l’incesto non saranno più un tabù, ma libertà legittime.

Foto di Sharon McCutcheon da Pixabay 

 

Posizioni differenti su una proposta di legge sono legittime e preziose al confronto politico, ma in questo caso viene da chiedersi quale ragionamento sia stato fatto per arrivare a conclusioni tanto assurde che, se non fossero per il ruolo ricoperto, si potrebbero liquidare con una sonora risata.

Una legge a tutela di tutti, di chi liberamente vive la propria vita, di chi sceglie come essere e che si fa sempre più necessaria di fronte agli attacchi violentissimi, verbali e fisici, che oramai la cronaca registra quotidianamente. 

 

Come possono essere garantiti bambini e adolescenti da chi, con ragionamenti assurdi e infondati, sostiene teorie tali da inficiare e screditare una legge che mira a tutelare tutti?

Come può una persona con tali pregiudizi, garantire un ambiente scevro da condizionamenti ideologici se la figura del garante, solamente per appartenenza partitica e tornaconto elettorale, trasforma contenuti e finalità di una normativa con argomenti al limite della decenza?

Un ruolo, quello della dottoressa Castellani, che dovrebbe garantire almeno la correttezza dei contenuti: accostare la legge Zan alla pedofilia, all’incesto o addirittura accennando alla legittimazione di rapporti sessuali con gli animali, è quanto di più aberrante e pericoloso possa esserci.

Foto di StockSnap da Pixabay 

 

Mentre il senatore leghista Pillon, che in Umbria si occupa delle politiche familiari per il suo partito, tesse le lodi della Garante dicendo: “Dopo che per anni l’Umbria è stata laboratorio delle politiche gender, abbiamo finalmente un Garante preparato, serio e coraggioso…”, le opposizioni e molte organizzazioni sul territorio umbro ne chiedono a gran voce le dimissioni. 

E anche la verde Umbria concorre a posizionare un tassello sul percorso ormai segnato per affossare il ddl Zan.

 

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