La materia oscura

Intervista alla scrittrice Lorella Marini che ci racconta il suo ultimo libro.

La materia oscura


Da un mese circa è uscita l’ultima pubblicazione della scrittrice umbra Lorella Marini, un altro lavoro intrigante che siamo sicuri non ci deluderà. Si tratta del thriller “La materia oscura” edito da Bertoni Editore, ambientato a Bologna, in cui la coppia investigativa composta da Barbara Larsen e Giuseppe Cavani dovrà scovare le motivazioni dell’aggressione che ha causato la morte di Kamal Rachid.

La commissaria Larsen si chiede cosa c’entri la materia oscura, quel buio informe, impenetrabile alla luce, con cui ogni essere umano deve fare i conti.

Buongiorno Lorella, benvenuta su WordNews.it. Siamo molto curiosi di sapere qualcosa in più sul tuo nuovo noir. In questo romanzo ci porti a Bologna, nel quartiere Bolognina. È il tuo amore per Bologna e per l’Emilia Romagna ad averti spronato a raccontare il capoluogo?

È proprio così. Nella vita di ciascuno e ciascuna di noi esistono luoghi del cuore che ci portiamo dentro, che sono parte di noi, dei nostri ricordi, dei nostri desideri. Come accade per ogni storia d’amore, non so dare delle spiegazioni razionali per la fascinazione che la città di Bologna e l’Emilia-Romagna in genere hanno su di me. Si può spiegare l’amore? Non ho mai vissuto a Bologna, ma ho avuto occasione di visitarla spesso dal 2019 in poi e ho imparato ad apprezzarla, anche grazie alla disponibilità e alla gentilezza di un amico bolognese che mi ha fatto scoprire la sua città e la sua regione con l’occhio e il cuore di chi la conosce da bambino. Il quartiere Bolognina, dove è ambientato il mio ultimo romanzo, è stata invece una scoperta casuale che è nata da una visita guidata fatta nel settembre del 2022 con Next Generation Italy, un’associazione che si occupa di multiculturalità e inclusione. Durante quella visita, ho scoperto che il quartiere Bolognina era il luogo perfetto per l’ambientazione della storia che avevo in mente. Ed è nato così il mondo narrativo in cui si svolgono gli eventi de ‘La materia oscura’.

Questo è il terzo episodio in cui la protagonista Barbara Larsen è alle prese con delle indagini per risolvere un mistero. Come si coltiva l’interesse dei lettori verso un personaggio?

La serialità è croce e delizia di molti scrittori di ‘saghe’. È fondamentale trovare un equilibrio fra il dire troppo o il dire troppo poco, il procedere per piccole omissioni, dando molte cose per scontate. Un lettore può leggere solo l’ultimo romanzo della serie, e deve avere la possibilità di entrare nelle dinamiche della vita del personaggio in quell’attimo della narrazione. Oppure può decidere di voler leggere tutti gli episodi senza annoiarsi, senza subire ogni volta ‘lo spiegone’ sull’eroina della storia. Ho perciò cercato di dosare le informazioni riguardo alla vita di Barbara, fornendo per ogni romanzo vari tasselli del puzzle. Ogni volta qualcosa di leggermente diverso, un particolare, un’emozione. La sua paura dei ragni, sempre citata, viene mostrata in maniera esplicita solo nel terzo volume, mentre la storia della morte del fratello è più volte evocata con brevi flashback che aggiungono un dettaglio, una parola, un’immagine. Inoltre, ho cercato di far percepire il cambiamento di Barbara Larsen nell’arco di tre anni che hanno visto l’esplosione della pandemia e di una guerra nel cuore dell’Europa. Last, but not least, nel secondo volume le ho fatto incontrare un uomo che l’ha un po’ destabilizzata, mettendo in discussione il suo approccio alle relazioni di coppia, basato da sempre sul NON coinvolgimento emotivo.

 

Esistono delle "regole” per scrivere il giallo perfetto? Tu, Lorella, hai un tuo metodo personale?

Esiste ancora un pregiudizio su questo genere narrativo che viene da alcuni considerato letteratura minore o ‘lettura da ombrellone’. In realtà, scrivere un giallo è molto difficile. Nella trama tutto deve tornare perfettamente, ogni tassello deve andare al suo posto, nessun dettaglio deve essere ornamentale. Come scriveva Anton Chekhov: “se una pistola compare nella storia, questa prima o poi sparerà.” Oltre alla capacità di costruire una trama in cui non ci siano sbavature, è necessario avere competenze di tipo legale, conoscere le procedure investigative, sempre più complesse, conoscere anche il linguaggio e lo stile di vita dei rappresentanti delle forze dell’ordine. Quello che faccio io quando scrivo un giallo, oltre a pianificare con molta attenzione la trama, è documentarmi sulle procedure con l’aiuto di libri e articoli, ricorrendo anche a ‘consulenti’ come avvocati e rappresentanti delle forze dell’ordine. Poi, come ogni giallista che si rispetti, cerco il ritmo della narrazione, quell’alternanza di momenti più lenti e altri più incalzanti che sono importanti in qualunque tipo di narrazione e ancora di più in un giallo. Ovviamente c’è poi anche la ricerca del cliffhanger, di quello spazio alla fine di ogni capitolo che spinge a voler proseguire nella lettura, e il disseminare velatamente indizi, stile briciole di Pollicino, piccoli segni che sfidano e intrigano chi legge. Infine, c’è la scelta dell’incipit che deve travolgere, farti entrare nella storia e il finale che può essere più o meno aperto, ma deve contenere sempre un elemento di catarsi, di recupero, di ricostruzione dell’armonia perduta.

 

Se potessi essere uno dei tuoi protagonisti chi sceglieresti e perché?

Questa è una domanda molto difficile perché credo che ogni autore/autrice ami tutti i suoi personaggi, anche quelli con cui ha molto poco in comune o quelli per cui prova addirittura fastidio. Per ogni personaggio, uno scrittore/una scrittrice deve compiere un complesso percorso di identificazione, entrarci in sintonia, sentirlo o sentirla. Ciò premesso, se fossi proprio costretta a scegliere, vorrei avere la determinazione e l’amore per la libertà di Barbara Larsen e la capacità di provare emozioni di Filippo Iannone, l’uomo di cui si innamora.

 

La copertina del tuo libro “La materia oscura” rispecchia in un certo senso l’immagine del contenuto: con quel tocco di eleganza femminile, dell’abbinamento dei colori e delle linee che sfumano in una nuvola nera di mistero, coinvolge al primo colpo. Di chi è la copertina?

Amo molto la copertina che interpreta alla perfezione la trama sottile della storia, la scoperta dolorosa di quella materia oscura che alberga in ciascuno/ciascuna di noi e ci porta a compiere il male in maniera quasi inconsapevole. La copertina è opera di una giovane e talentuoso designer, Vittorio Marini che si è laureato all’ISIA di Firenze nel febbraio del 2024. Non potrò mai ringraziarlo abbastanza per questo piccolo gioiello.

 

Di recente sei stata al Salone del Libro di Torino. Ci racconti qualcosa su quest’esperienza?

Tanti libri, incontri, vitalità. È stato veramente emozionante vedere tanta gente aggirarsi fra i libri, incontrarsi, ascoltarsi. Durante il firmacopie de ‘La materia oscura’, che è uscito ufficialmente a Torino, ho avuto l’occasione di parlare con tante persone, di confrontarmi sulle tematiche più svariate: la nostra società, il mondo giovanile, la speranza e la paura del futuro, il gender gap e molto altro. I libri sono preziose occasioni di incontro e di scambio in un mondo che tende sempre più a chiudersi in un individualismo esasperato. Il Salone del Libro di Torino è una splendida occasione per uscire dalla nostra piccola comfort zone e intraprendere un viaggio insieme agli altri e alle altre.

 

Tu sei anche molto attività nel volontariato e nel sociale. Questo ti fa molto onore. Quanto influisce la condivisione dei libri e delle letture ad alta voce con il pubblico?

Ho scoperto il Circolo LaAV (Letture ad Alta Voce) di Perugia, la città in cui vivo, solo due anni fa ed è stata un’esperienza bellissima. La lettura ad alta voce condivisa è un potentissimo strumento per entrare in relazione con l’altro/l’altra. Ci apre al mondo, e dà nuova vita ai libri. Un libro letto ad alta voce ha tutto un altro sapore rispetto al libro letto in silenzio; la storia narrata sembra davvero acquistare nuova vita. L’esperienza con il circolo LaAV di Perugia mi ha inoltre offerto la possibilità, lavorando come volontaria in ospedale, nelle scuole, con i migranti, di sentire che la narrazione di storie ha una carica rivoluzionaria, un potenziale enorme per far entrare le persone in relazione e per far ritrovare parti di sé nascoste o dimenticate.

 

Sappiamo che spesso presenti anche i tuoi libri nelle scuole. Qual è l’approccio dei ragazzi verso le tematiche che affronti?

Diciamo che con le scuole ‘gioco in casa’. Ho insegnato per quasi quarant’anni della mia vita e sono cresciuta o forse sono rimasta adolescente con i miei studenti e le mie studentesse. Il mondo giovanile mi ‘appartiene’ nel senso che lo vivo, lo sento, lo amo, senza per questo avere la pretesa di averlo capito fino in fondo. Le tematiche affrontate nei miei romanzi – cito fra le tante il bullismo e il cyberbullismo, l’uso di droghe, il generation gap e la violenza nelle relazioni – sono ‘argomenti caldi’ che i giovani sentono e vivono. Quello che ho colto, andando nelle scuole, dialogando con i ragazzi e le ragazze che hanno letto i miei romanzi è in primo luogo un processo di identificazione con i personaggi delle mie storie che sono spesso giovani come loro. Inoltre, ho sentito nei giovani un grande bisogno di certezze, di punti di riferimento, la ricerca di risposte a interrogativi difficili in un mondo sempre più complesso.

 

Pensi che in qualche modo un libro possa aiutare nella crescita?

Assolutamente sì! È un’esperienza che ho vissuto sulla mia pelle. I libri sono stati e sono miei compagni di vita da sempre; mi hanno permesso di crescere, di aprirmi al mondo, di sentire emozioni, di avere pensieri nuovi traendo spunto dalle storie immaginate. Leggere non vuol dire soltanto crescere, vuol dire vivere infinite vite.

 

Hai qualche consiglio da dare agli scrittori emergenti di gialli?

Come afferma Stephen King nella sua autobiografia On writing, si impara a scrivere leggendo e scrivendo. Leggere tanto e scrivere tanto è la chiave per qualunque scrittore/scrittrice e vale anche per un aspirante giallista.

 

Grazie Lorella per la tua disponibilità! Hai un messaggio da dare ai lettori di Word.News.it?

Parafrasando Pennac, il tempo per leggere come il tempo per amare, è sempre tempo ‘rubato’ alla vita. Perciò… rubiamo gioiosamente attimi dalle nostre giornate per tuffarci nella lettura!

 

La materia oscura” di Lorella Marini, edito da Bertoni Editore è disponibile in libreria e negli storse on line, anche in versione e-book:

https://www.bertonieditore.com/shop/it/libri/1274-la-materia-oscura.html

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