La memoria collettiva

Il 10 dicembre 1948 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

La memoria collettiva


 

Venne sottoscritta da 192 Stati, tranne Palestina, Vaticano e Taiwan, quest'ultimo per espresso divieto della Cina. Tutti e tre vennero comunque ammessi come osservatori.

Nel Preambolo della Dichiarazione si afferma "che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali e inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo."

Il Preambolo continua, ma questo primo, bellissimo capoverso, rivela una tragica realtà: è stato e viene sistematicamente disatteso da molti degli Stati che lo hanno firmato.

Invito tutti a rileggere per intero la Dichiarazione che, oltre al Preambolo si compone di 30 articoli, e che sempre più disvela la monumentale ipocrisia che domina e governa il mondo.

Ho deciso che nel prossimo anno scolastico leggerò e commenterò nelle scuole sia la Dichiarazione Universale che i principi fondamentali della Costituzione Italiana.

La rivoluzione culturale e politica possiamo farla applicandone i valori.