La memoria, luogo di previsioni

Si inaugura il 15 ottobre prossimo la mostra "Scandagli". Le opere più recenti di Alberto D'Alessandro alla Spazio Arte Petrecca di Isernia.

La memoria, luogo di previsioni

Il recente ciclo pittorico di Alberto D’Alessandro rimanda probabilmente ad una sorta di stazione riflessiva dove le sequenze cromatiche recuperano, di volta in volta, un’intima dimensione. Il colore è il nervo affiorante di una pittura affidata – da sempre – all’incalzare di biacche o di rarefatti rubini anziché alla “intimidazione” primitiva del blu e del rosso. Tutto a suggerire una sottrazione di bagliori affinché l’occhio possa riappropriarsi della sua indole indagante e ricostruire tra nebbie e sudari, le parcellate memorie. Una pittura di “mediazione” quella di Alberto D’Alessandro, di strati lievi, quasi a riporre sul trascorso lo sguardo presente e su questo, ancora, il senso trasfigurato del divenire. Giorno dopo giorno, anno dopo anno, istante dopo istante.

Come testimonianza irrinunciabile del proprio sentire, come offerta o, in verità, quale “diceria ancestrale” in cui tutto pare fatalmente riorganizzarsi. Ovvero, come cortile poetico. La Poesia, in fondo, è la chiave codificata delle nostre impazienze, dell’immaginario oltre la retina. Dell’altrove. La Poesia come una sonda capace di scrutare il sottosuolo e penetrare la terra. Scoperchiare l’argilla desolata che assai spesso fa da tappo alle nostre attese, al dubbio inconfessabile, alla sorte. Che apre varchi preziosi nel groviglio delle radicate consuetudini o nella paludi del convincimento. Lo sa bene Alberto D’Alessandro, e le sue “divagazioni” non possono trascurare questo “disegno” fatale. E allora ogni sua opera è terzina o metro di un poema senza fine. Che raccoglie forze ed esitazioni, inquietudine e trasparenza, indugi e desiderio. Che raccoglie, e tenta di disfare, il groviglio della nostra stagione.

Non è un caso allora che la titolazione prestata alla splendida mostra ordinata allo Spazio Arte Petrecca di Isernia da Carmen D’Antonino – Scandagli – suggerisca, quasi devotamente, il lavoro ostinato di “sterro” che D’Alessandro pittore produce da tempo nei fondali della memoria o, ancor di più, in quell’universo intimo e celato che è materia ignota ma in perenne subbuglio. Come esistesse – ed esiste – una dimensione “sottocoperta”, ovvero una traccia lavica sotterranea che scorre parallela alla nostra sorte pur non mostrando – mai – la sua reale densità.

Il distacco da una figurazione giovanile già di per sé contaminata – fin dall’esordio – da presenze “innaturali” o quanto meno non rasserenanti, sembra aver condotto D’Alessandro pittore ad una identità fatta di “assenze”, qui intese come “valicazione” corporea o necessario superamento della sostanza. Come se la campitura divenisse di colpo un “luogo di resti” – non già di macerie – di chiarezze incaute, di nuvolose reminiscenze. E’ una pittura di memorie lievi quella di Alberto D’Alessandro; non già per dimenticanza o per smemoratezza fatale piuttosto per restituire a questa – alla memoria – una identità fatta di essenza (e pertanto, in questo caso, di sostanza interiore), di rifiati, di animati riassunti. La “resa dei conti” non si consuma pertanto su un piano di mischie e di conflitti temporali bensì su quello di diradate armonie, di affioramenti, di assenze appunto. Ovvero ciò che il fondale cela e soccorre come coltre tutelante. “Scandaglia” Alberto D’Alessandro, scava, rimuove, svuota. Al pari di un ricercatore d’oro o di un investigatore. Distogliendo  dallo sguardo ogni superfluo “detrito”, o l’eccessivo giudizio. Quasi a calmierare la narrazione per rimozioni e scarti. La sua pittura si fa dunque “risolutiva” affidando al colore – dopo la ragionevole ma elaborata “abrogazione” della forma – ogni sillaba, ogni azione, qualunque congettura.  

Allora la campitura si fa occasione di indizi mai aggressivi, quasi a rincorrere il brusio più che il chiasso, la resa più che la collera, l’ombra anziché il bagliore. Fino a considerare, nelle sue opere – nei profili del colore – un affollato avvicendamento di sbigottimenti, di stupori, di transiti. Perché la memoria è per lui un “luogo di previsioni” e non un registro inservibile.  (testo catalogo mostra Scandagli)

Alberto D’Alessandro – Scandagli – Galleria Spazio Arte Petrecca – 15-30 ottobre 2021