La Polizia Penitenziaria entra a far parte della Direzione Nazionale Antiterrorismo e Antimafia

Branchi (FP CGIL): «soddisfazione per un epico traguardo istituzionale».

La Polizia Penitenziaria entra a far parte della Direzione Nazionale Antiterrorismo e Antimafia

Dallo scorso 10 settembre, il Dipartimento Amministrazione Penitenziaria assegnerà sette unità di Polizia Penitenziaria, in conformità al P.C.D. 22 luglio 2019, presso la D.N.A.A. capeggiata dal Procuratore Cafiero De Raho. I sette agenti del Corpo, infatti, supporteranno il Procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo De Raho occupandosi di acquisire, analizzare ed elaborare le informazioni provenienti dal mondo delle carceri, in particolare dal circuito dell’Alta sicurezza. Per la prima volta un nucleo della Polizia Penitenziaria entrerà a far parte della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, garantendo un importante contributo alla lotta alla criminalità organizzata.

A darne notizia è Stefano Branchi, Coordinatore Nazionale FP CGIL Polizia Penitenziaria, che esprime pieno compiacimento per il persuasivo ed elogiabile lavoro condotto dai vertici del D.A.P. che, finalmente, stanno valorizzando il nobile operato dei nostri baschi blu, donando nitidezza all'immagine del Corpo.

«I poliziotti penitenziari contribuiranno, al pari delle altre Forze di Polizia, con le loro abilità ed il loro zelante impegno, ad una prestigiosa mission riconosciuta anche in panoramiche internazionali per gli importanti obiettivi raggiunti, che hanno contrastato spiccate attività terroristiche e di criminalità organizzata - continua Branchi. Un primo ed apprezzabile passo, con il sicuro auspicio che il Nucleo neo firmato vedrà una cospicua partecipazione di altre unità , così da poter affermare le risorse della Polizia Penitenziaria, come già tempo perora la FP CGIL.

Le nostri lavoratrici ed i nostri lavoratori vantano grandi capacità umane e professionali, per questo crediamo che meritano le dovute soddisfazioni “oltre il carcere". Con i nuovi primi inquilini di Largo Daga, siamo sulla strada giusta», conclude il sindacalista.