La Scuola vista da un’adolescente qualsiasi, che sta vivendo una vita condizionata dal Coronavirus

La Scuola vista da un’adolescente qualsiasi, che sta vivendo una vita condizionata dal Coronavirus

...io, un’adolescente qualsiasi, che sta sta vivendo, come tutto il mondo, un lungo periodo della sua vita condizionata dal Coronavirus...

Così parte una lettera che mi è arrivata sulla mail in privato e... non ho potuto far altro che renderla pubblica!

...e sono sempre “io”, come tanti altri ragazzi, genitori, nonni, insegnanti e dirigenti che si lamentano e che provano a farsi sentire, ma, diciamo la verità, non abbiamo così tanto potere da farci ascoltare… va beh, non ne abbiamo proprio!

Ieri, 18 gennaio 2020, la maggior parte delle scuole italiane hanno riaperto le loro porte agli alunni con il 75% in presenza, il restante in didattica a distanza.

Eppure, in molti si stanno lamentando di questa decisione. Molti, compresa me, pensano sia troppo presto e troppo rischioso.

Gli alunni scioperano per far cambiare qualcosa e per far “aprire la mente” ai politici dei piani alti, i quali continuano a ripeterci che stanno facendo di tutto per TUTELARCI... e poi cosa fanno?

Ci obbligano a tornare a scuola, nonostante i casi non siano scesi, nonostante i mezzi di trasporto pubblico siano pieni e strapieni, nonostante vige tra noi la costante paura di prendere questo “benedetto” virus e, soprattutto, il terrore di contagiare la nostra famiglia, i nostri genitori, i nostri nonni… senza calcolare che, in questi mesi, molti ragazzi e molti figli in generale, non hanno potuto vedere i propri genitori e nonni, sempre a causa del rischio e delle restrizioni (in questo caso, assolutamente giuste).

Ah, non siamo la generazione che non vuole andare a scuola e rimanere a casa, siamo studenti con la media del 9, dell’8, del 7... che fanno sport, danza, conservatorio, non siamo i “classici” nullafacenti che state pensando, noi, al contrario, siamo quelli che vogliamo un futuro diverso, un futuro migliore, un futuro pieno di opportunità e se non ci sono nuove opportunità, siamo in grado di crearcele!

Scusate se ho divagato, ma era doveroso farvi capite che chi parla ha il tetto in testa e non vuole “marinare” la scuola.

Purtroppo mi sono fatta un’idea, un’idea che potrà essere anche non condivisibile, ma penso che alle persone che hanno il potere decisionale, alla fin fine, non cambi molto se rientriamo o meno a scuola… e allora mi vengono delle domande in testa:

PERCHE’ FARCI RISCHIARE COSI' TANTO?

È QUESTIONE DI SOLDI?

DI MANCATA RESPONSABILITÀ o COSA?

Vi prego, spiegatemelo.

É evidente agli occhi di TUTTI l'alto rischio che corriamo nel momento in cui dobbiamo tornare a scuola, anche se quest'ultima è sicura perché ogni persona deve portare sempre la propria mascherina e l'aria circola continuamente date le finestre sempre aperte, eppure fidatevi “il RISCHIO c’è!”.

Riflettiamo su un punto cruciale: moltissimi studenti, per recarsi alla propria sede scolastica, sono obbligati a prendere mezzi pubblici, quali autobus e navette.

A tal proposito, informo i gentili signori dei piani alti, che le loro promesse non sono state mantenute: le corse in più dei mezzi non ci sono, gli autobus che si fermano davanti alle scuole nemmeno, il distanziamento sulle navette neanche...

Oggi, 19 gennaio 2020, la maggior parte delle scuole non hanno visto i loro studenti arrivare, né tantomeno fare lezione in Dad; la nostra speranza è quella di far aprire gli occhi alle persone che hanno il fantastico potere di decidere per noi e di obbligarci a fare tutto ciò, affinché loro possano davvero utilizzare le proprie competenze e prendere le decisioni più giuste NON solo per noi, ma soprattuto per l’intera comunità perché, se ci lasciate rischiare così tanto, non penso che chi non ci sarà più vi possa, in futuro, pagare le tasse, tributi e… votarvi!

Se dovesse cambiare qualcosa nel giro di qualche giorno, perfetto, altrimenti spero solo di non infettare la mia famiglia perché li avrete voi sulla coscienza!

Un atto di consapevolezza, una lettera piena di speranza, di orgoglio e di speranza per il futuro... i giovani, alla fin fine, non sono così "stupidi" come li dipingiamo... ne sanno più di tanti!