La seconda fonte di inquinamento

In questo continuo oltraggio alla Terra va considerato inoltre il problema umano dei lavoratori sottopagati e sfruttati in luoghi già miseri e senza alcun diritto da parte dei lavoratori, la gran parte donne.

La seconda fonte di inquinamento

Si stima che viene gettato il 75% degli oltre 53 milioni di tonnellate di capi prodotti nel mondo. Secondo
Oxfam, come scrive Orsola de Castro in I vestiti che ami durano a lungo - Corbaccio, ogni minuto nel Regno Unito vengono acquistate più di due tonnellate di vestiti, mentre ogni settimana finiscono nei rifiuti più di undici milioni di capi!!

Ogni anno a New York vengono rifiutate circa 90.00 tonnellate di articoli di abbigliamento. Per inquinamento e danni all’ambiente la moda si attesta al secondo posto dopo il petrolio!
In pochi anni la cosiddetta fast fashion ovvero l’acquisto di capi a basso prezzo e in quantità esagerata ha
provocato accumuli di rifiuti impensabili.

In questo continuo oltraggio alla Terra va considerato inoltre il problema umano dei lavoratori sottopagati e sfruttati in luoghi già miseri e senza alcun diritto da parte dei lavoratori, la gran parte donne.

Enormi quantità di coloranti al piombo vengono sversati nei fiumi indiani - che prendo come esempio eclatante ma ciò avviene in più parti del mondo - a monte troviamo processi lavorativi altamente inquinanti soprattutto per l’uso di fibre sintetiche derivate dal petrolio che poi rilasciano microplastiche per vari anni.

I tessuti sintetici, infatti, diffondono ad ogni lavaggio microfibre di plastica che si attestano tra le prime fonti di inquinamento idrico domestico. Un recente studio condotto da Greenpeace Germania riferisce che negli ultimi anni la produzione di abiti ed accessori è pressoché raddoppiata, vengono acquistati ogni anno il 60% in più di capi mentre il loro effettivo uso si è dimezzato se confrontato all’ultimo ventennio!

Risultato di questa tendenza distruttiva di materie prime e di conseguente inquinamento per rifiuto di capi indossati poco è proprio l’ammasso esagerato di capi di abbigliamento che in un circolo vizioso torna nell’ambiente.

Solo da qualche anno si sta sviluppando la ricerca di tessuti ecocompatibili avviata anche da note marche della moda e da singoli ricercatori ma è dal gesto e dalla consapevolezza personale di ogni individuo che può nascere la scelta di azioni sempre più rispettose per questo nostro luogo chiamato Terra.

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