La tua panchina

La poesia che intona note per restituire al ricordo la funzione prevalente dell'amore, attraverso gli oggetti che riportano alla mente il sogno perduto, ma mai restituito all'oblio, alla dimenticanza.

La tua panchina

Ti ho visto su quella panchina

con il tuo piglio ironico ed intelligente

quando mi hai riferito il tuo dolore,

 ti ho visto su quella panchina

quando mi hai detto delle tue gioie .

Il cielo era stellato, nelle notti di primavera ,

il sole era alto nelle cocenti giornate d'estate.

Ti ho visto e non smetterò mai di vederti

quando avrò una spalla su cui piangere,

quando le ingiustizie del mondo

caleranno il sipario

sul mio impegno disinteressato

come tu stesso mi hai insegnato

con il tuo entusiasmo,

il tuo sorvolare sulle brutture umane

per dispensare a pieni mani il tuo talento,

la tua mano fraterna,

il tuo sorriso su un mondo che trascina,

porta il freddo , ma noi ci siamo scaldati

con la Bellezza , il tripudio di gioia

per aver generato un seme

da spendere per tutti.

anche per quelli che cercano

di distogliere lo sguardo da noi.

Con te per sempre

su quella panchina,

 ti vedo e ti vedrò,

Francesco, amico mio

indimenticabile.