L'assurda detenzione di Patrick Zaki

LIBERTA'. Domani, 7 dicembre è la data della prossima udienza nel processo a Patrick Zaki, lo studente e attivista egiziano dell’ateneo di Bologna, detenuto da circa due anni in un carcere del Cairo. Una lunga e assurda carcerazione preventiva per accuse che vanno dalla propaganda eversiva, all’istigazione, fino al terrorismo. Patrick rischia fino a 25 anni di carcere.

L'assurda detenzione di Patrick Zaki
Tanti aquiloni per Patrick Zaki - Amnesty International Italia

Patrick rischia fino a 25 anni di carcere. In questi mesi moltissime sono state le manifestazioni di solidarietà in suo favore, tante le occasioni per tenere alta l’attenzione sulla sua vicenda che, purtroppo, è comune a migliaia di detenuti nelle carceri egiziane. Spesso senza processo e senza la possibilità di avere un avvocato difensore, molti degli arresti sono avvenuti per reati di opinione.

Associazioni, cittadini, amministrazioni comunali sono impegnate in questa battaglia di civiltà e giustizia per riportare Patrick a casa dalla propria famiglia e dai colleghi dell’Ateneo di Bologna che, in questi lunghissimi mesi, sono stati sempre in prima linea in difesa dell’amico e compagno di studi. E proprio a Bologna si sono dati appuntamento per oggi, 6 dicembre, presso i Giardini Margherita. A Roma, invece, il presidio è previsto per domani, presso la piazza Bocca della Verità, in attesa della sentenza. Ma molte altre saranno le piazze del paese che accoglieranno mobilitazioni e presidi.

Tante altre saranno le piazze del paese che accoglieranno mobilitazioni e presidi.

Dice Riccardo Noury di Amnesty International, che segue la vicenda sin dall’inizio: “Quella del 7 dicembre potrebbe essere l’udienza decisiva per Patrick, giacché altri processi come il suo sono arrivati o stanno volgendo alla fine. La speranza è che un giudice riconosca, dopo quasi due anni, l’infondatezza dell’accusa di diffusione di notizie false. Il timore è che la magistratura egiziana non rinneghi sé stessa ed emetta una condanna: se ciò accadesse, sarebbe uno sviluppo terribile, anche perché nei confronti delle sentenze dei tribunali di emergenza non è previsto appello”

Non mancano critiche accese alla gestione politica della vicenda Zaki: “Se accanto alle dichiarazioni di circostanza su Regeni e Zaki, continuiamo a vendere armi all’Egitto - dice Noury - è chiaro che al Cairo si rendano conto che non siamo molto credibili”.

Preoccupante (e imbarazzante) il silenzio del Governo italiano, mentre resta ferma in parlamento la richiesta di cittadinanza italiana per Patrick. Nel frattempo continua il pugno duro dell’Egitto contro gli oppositori al regime, con ulteriori condanne per attivisti e giornalisti che si pronunciano in tema di diritti umani avvenute anche negli ultimi giorni.

Libertà per Patrick e per tutti coloro i quali difendono, in ogni parte del mondo, i diritti umani e civili, violati costantemente dai soprusi e dalle violenze di sanguinari dittatori, nel quasi totale disimpegno degli illuminati governi europei.

In queste ultime ore Mohammed Hazm, amico di Patrick (impegnato per la sua liberazione) avrebbe raccontato di condizioni psico-fisiche sempre più precarie e del preoccupante trasferimento dello studente nel carcere di Mansoura, penitenziario-aggiunge il giovane-noto per maltrattamenti e torture inflitti ai detenuti.

Libertà per Patrick Zaki, subito!

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