L'ERA DELL'INSULTO E DEL TURPILOQUIO

Vi è un ceto politico di basso profilo che ha perso di vista i valori di riferimento, che non ha un progetto di società, che insegue solo un consenso spicciolo e mutevole da un giorno all'altro.

L'ERA DELL'INSULTO E DEL TURPILOQUIO
Foto di Ben Kerckx da Pixabay

La credibilità della classe politica è ai minimi storici. Un palese sintomo è rappresentato dalla dialettica aggressiva, volgare e irrispettosa con la quale si esprimono molti suoi esponenti.
Essa evidenzia, altresì, scarsa educazione, ignoranza, strafottenza e arroganza.
L'insulto e l'improperio nascondono la pochezza delle argomentazioni, e pertanto lo scopo è sovrastare e ridurre al silenzio il proprio interlocutore, che  viene considerato un nemico.

Tale modalità comunicativa piace alla parte più ignorante e sprovveduta della popolazione e determina consenso.
Ma ne consegue la progressiva perdita di autorevolezza delle istituzioni.
Vi è un ceto politico di basso profilo che ha perso di vista i valori di riferimento, che non ha un progetto di società, che insegue solo un consenso spicciolo e mutevole da un giorno all'altro.
Un ceto politico che si affida ai proclami, e che passa da una promessa all'altra, poco importa se realizzabile.
Il sistema della comunicazione accetta tale sistema, anzi lo agevola per incrementare gli ascolti: pertanto ne è complice.
Il tempo presente è buio, e la barbarie comunicativa ne è emblematica espressione.